Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:47
Magistratura

L’ultimo pasticcio del solito Ranucci. Contro di lui strani “proiettili”

In commissione Antimafia Sigfrido parla di pallottole, ma la denuncia dei suoi in Procura lo smentisce

Ranucci

Bossoli o proiettili? È questo l’interrogativo che ci si pone vedendo due diversi atti in mano agli inquirenti contenenti versioni differenti sullo stesso episodio di minacce contro Sigfrido Ranucci. L’inchiesta sulla bomba contro Mr Report si arricchisce di un giallo.L’episodio su cui i magistrati della Dda, in un altro fascicolo, hanno svolto approfondimenti riguarda il ritrovamento di bossoli/proiettili fuori l’abitazione a Campo Ascolano del conduttore nel giugno 2024. Episodio raccontato dallo stesso Ranucci agli inquirenti. Però le versioni, la sua e quella fornita dalla redazione, non coincidono. E aprono la strada nuovi interrogativi. Il Giornale è in grado di svelare le due versione contenute nel fascicolo scritto dal pm Carlo Villani che ha istruito il fascicolo sull’attentato del 16 ottobre scorso contro Ranucci, oggi nelle mani di Edoardo De Santis. È il 4 novembre 2025 quando, nella parte secretata dell’audizione in Commissione antimafia, il conduttore racconta del ritrovamento di proiettili fuori la propria abitazione. La Presidente della commissione Chiara Colosimo, che conosce perfettamente la differenza tra un bossolo e un proiettile, così come il loro significato nell’ambiente criminale, prima di tornare in seduta pubblica, gli pone una domanda: «Rispetto al ritrovamento dei proiettili e quindi l’episodio del giugno 2024, erano proiettili esplosi oppure interi?». E lì Ranucci conferma e aggiunge: «Erano dei proiettili interi», descrivendo quindi consciamente munizioni non esplose, non bossoli residuati da uno sparo. Passa una settimana e arriva una seconda versione, fornita l’11 novembre 2025 da alcuni giornalisti di Report al capo della Procura di Roma Francesco Lo Voi in una denuncia-querela. Mettono nero su bianco che il ritrovamento nel giugno del 2024 fuori l’abitazione di Ranucci riguarda bossoli (specificando di una P38. Anche se non è automatico che se si tratta di un bossolo calibro 9 sia appartenente a una P38). Due versioni sullo stesso episodio. Semplice confusione? Proiettili o bossoli? La risposta di Ranucci in Antimafia potrebbe ancora essere considerata un’espressione atecnica: nel linguaggio comune «proiettile» viene infatti frequentemente utilizzato per indicare genericamente una munizione. Ma, grazie al quesito di Colosimo, è stato fugato ogni dubbio. E la differenza non è marginale: un bossolo esploso presuppone che quella cartuccia sia già stata utilizzata e può conservare segni prodotti dall’arma che l’ha sparata, suscettibili di accertamenti balistici comparativi.

Una cartuccia integra racconta invece una storia differente: è una munizione ancora utilizzabile che viene lasciata, nel contesto di un’intimidazione, come oggetto dal significato minaccioso. A ciò va aggiunto il luogo del ritrovamento, avvenuto in un cespuglio davanti la sua abitazione in un punto in cui era impossibile rinvenirli a vista d’occhio. Nella parte pubblica dell’audizione antimafia Ranucci dice: «Li ritrova il mio responsabile della scorta davanti a casa, dietro a un cespuglio sostanzialmente». Era una perquisizione effettuata di routine? Ed era dentro o dietro un cespuglio? Subito dopo, però, in commissione, prosegue parlando del «giardino su cui viene fatta costantemente manutenzione».

Quale giardino? Quello della propria abitazione? La manutenzione chi la effettua? E se è un giardino di terzi, che già sarebbe diverso da un cespuglio per una questione meramente lessicale, in che modo la sua scorta effettuava i controlli in loco?

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.