Decapita la madre e ferisce la sorella

Il ragazzo 20enne ha usato un coltello da chef. Già disposta la perizia psichiatrica

«Mio fratello sta ammazzando mamma». Quando i carabinieri salgono al secondo piano di via James Joyce 48, al Laurentino, è finito tutto. Valerio Armeni, 20 anni ancora da compiere, è imbrattato di sangue dalla testa ai piedi. Accanto c'è il corpo decapitato della madre, Pamela Ferracci, 46 anni originaria di Palestrina. «L'ha colpita con una grande lama da cucina prima all'addome poi alla gola fino a staccarle la testa» spiega il medico legale. I fendenti si susseguono con rabbia, la sorella di 15 anni cerca di fermarlo ma il giovane è una furia. Tanto che la ragazzina si rifugia in casa dei vicini. Da qui parte la richiesta di aiuto al 112. Purtroppo inutilmente. Una tragedia scatenata da una convivenza pesante da sopportare fra madre e figlio. Per il 20enne disturbi comportamentali aggravati da una «prigionia» impossibile, la quarantena nel piccolo appartamento di Roma Sud. Il ragazzo accusa la donna di essere la causa della separazione con il padre. L'uomo, impiegato all'Inps assieme alla vittima, da mesi vive altrove. Manca poco alla mezzanotte di sabato quando i due iniziano a bisticciare. Sembra una lite come tante, fino a quando il giovane afferra una lama da chef affilatissima. La punta contro la donna e la colpisce mirando alla pancia. La sorellina gli si getta addosso per fermarlo, cerca di salvare la mamma. Valerio la travolge e lei, ferita alle braccia, apre la porta di casa e si precipita sul pianerottolo in cerca di aiuto.

Quando arrivano i carabinieri Valerio è barricato nell'appartamento. Piange e urla. I militari della compagnia Eur cercano di calmarlo. La trattativa va avanti fino a quando l'omicida non apre. La scena è raccapricciante. «Non ha fatto resistenza - spiegano i carabinieri - tanto che lo abbiamo immobilizzato subito». Non c'è bisogno nemmeno di chiamare i soccorsi: il corpo a terra è orribilmente mutilato. Un ragazzo difficile. Terminati gli studi, Valerio si arrangia come può. «Ogni tanto fa dei lavoretti di idraulica» raccontano nel palazzo. Un carattere cupo, solitario, nient'affatto espansivo tanto che da tempo si parla di farlo aiutare da un esperto. Secondo gli inquirenti, però, il ventenne non è mai stato seguito da alcuno specialista.

Accusato di omicidio volontario aggravato, per Armeni è stata già disposta una perizia psichiatrica.

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