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Politica

Disordini a Madrid dopo l’incidente: manifestanti chiedono le dimissioni di Sanchez e Puente, dispersi con cariche e proiettili di gomma

Il clima in Spagna è carico di tensione dopo l’incidente: al centro delle polemiche c’è il ministro dei Trasporti, definito “ministro tuitero”

L’incidente ferroviario spagnolo ha generato una nuova ondata di polemiche e di indignazione nel Paese, con forti attacchi al governo di Pedro Sanchez. E non stupisce, visto che si tratta del secondo gravissimo incidente con decine di morti nel 2026. La polizia nazionale spagnola ha effettuato ieri sera cariche contro i manifestanti riuniti davanti al ministero dei Trasporti a Madrid per chiedere le dimissioni del ministro Oscar Puente.

La concentrazione è stata sciolta dopo momenti di tensione, con l’impiego di gas urticante e di fucili con proiettili di gomma. Durante gli scontri alcuni manifestanti hanno lanciato bengala e altri oggetti. In un primo momento i manifestanti hanno scandito slogan contro Puente e chiesto le sue dimissioni, oltre a quelle del presidente del governo Pedro Sanchez. Puente viene chiamato “ministro tuitero” in Spagna, in funzione della sua inclinazione a pubblicare un gran numero di post, spesso fuori luogo. Come quello rilasciato 15 minuti dopo l’incidente su X, dedicato al rieletto presidente brasiliano Lula da Silva risalente all’arresto del 2018, accostandolo alle vicende giudiziarie di Flávio Bolsonaro. “La superiorità morale della sinistra”, rivendicava il titolare dei Trasporti sulla sua bacheca, mentre era in viaggio verso il Forum Mondiale delle Infrastrutture.

Giunto al campus dell’Università Politecnica di Madrid per l’evento, l’esponente socialista è stato raggiunto dalla notizia del secondo grave disastro ferroviario nell’arco di soli nove mesi, dopo il deragliamento ad Adamuz (Cordova) dello scorso gennaio. Raggiunta d’urgenza la stazione di Atocha e dopo un vertice con i vertici tecnici di Adif, Puente si è presentato ai cronisti addebitando l’incidente a un presunto “errore umano” per definire la collisione di Urda un evento “inverosimile” e “inspiegabile”. Il ministro ha contestualmente escluso l’ipotesi di dimissioni, dichiarando di voler restare al proprio posto per “fare chiarezza” piuttosto che concentrarsi sulle ripercussioni personali.

Solo sette giorni prima, tuttavia, il responsabile dei Trasporti si mostrava in ben altro clima durante un’apparizione al programma Cara al show condotto da Marc Giró. Nel corso dell’intervista, Puente aveva affrontato con toni scherzosi argomenti personali, tra cui la nota continuità delle sue esternazioni sui social, vicende politiche e la conduzione del proprio dicastero. Nello spot promozionale della trasmissione si ironizzava sul blocco temporaneo dell’ascensore degli studi dovuto a un “guasto di sistema”, battuta a cui lo stesso ministro aveva risposto: “Ci manca solo questa, come se non ne avessimo abbastanza con Renfe”.

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