La Francia ostaggio dell'islam radicale tra ricercatori dell'Isis ed ebrei in fuga

La decapitazione dell'insegnante è solo la punta di un iceberg. Nell'istruzione ormai vige la paura. E la laicità è solo un ricordo

Studenti che sfilano gridando «Allah o Akbar», compagni di classe vessati perchè ebrei, docenti impauriti che non denunciano le minacce islamiche, jihadisti con le mani insanguinate che ottengono posti di ricercatore e l'Isis che attacca il sistema scolastico francese. La decapitazione dell'insegnante vicino a Parigi è solo la punta di un iceberg.

Quattro giorni prima l'orribile omicidio jihadista, Pierre Obin, ex ispettore nazionale dell'Istruzione, denunciava che il suo allarme sulla minaccia islamica nel scuole lanciato nel 2004 «è rimasto seppellito sotto un tappeto per 20 anni».

Il risultato è desolante: due insegnanti su cinque hanno registrato nel proprio istituto «incidenti legati alla contestazione del principio di laicità» da parte di studenti islamici. E secondo un sondaggio il 40% dei docenti ammette di «auto censurarsi» o di chiudere un occhio sull'intolleranza per evitare problemi. I programmi scolastici vengono apertamente contestati e sui temi d'attualità come l'11 settembre scattano le teorie complottiste che accusano gli Usa di essersi attaccati da soli. Sull'Olocausto nelle scuole ad alta concentrazione islamica vige il negazionismo fra gli studenti.

E capita anche di peggio: in un istituto di Lione gli studenti ebrei sono stati vittime per mesi di violenze da parte dei compagni musulmani. Il risultato è che negli ultimi anni due terzi dei 100mila studenti ebrei hanno abbandonato l'istruzione pubblica per quella privata.

Nella scuola di un quartiere «arabo» di Marsiglia una studentessa è stata molestata e pestata dai compagni per i suoi «cattivi costumi» compreso il vestire troppo alla moda. In un liceo di Val-de Marne, sobborgo a sud est di Parigi tutte le ragazze musulmane denunciano «allergie al cloro» per evitare le lezioni di nuoto e il costume da bagno normale. Nel nord della Francia un gruppo di studenti ha organizzato «una dimostrazione marciando in cortile al grido di Allah o Akbar (Dio è grande)». Nel dipartimento della Drome c'è stato un caso di bagni con «rubinetti riservati ai musulmani e altri ai non musulmani». I salafiti chiedono per i loro figli spogliatoi separati fra musulmani e infedeli per le attività sportive della scuola.

A Marsiglia, il 29 gennaio, è stato arrestato Majdi Mustapha Nameh con l'accusa di crimini di guerra in Siria come pezzo grosso del gruppo armato jihadista Jaysh al-Islam. Nome di battaglia Islam Alloush aveva ottenuto un posto di ricercatore presso l'Istituto di studi sul mondo arabo e musulmano dell'università di Provenza Aix-Marseille. Non a caso l'istituto era stata diretto per lungo tempo da François Burgat, il più giustificazionista fra gli studiosi francesi dell'Islam politico.

Bruno Riondel, insegnante di storia da oltre 30 anni, ha denunciato che esiste «un tabù sull'Islam ed i suoi eccessi». I programmi di storia sono stati purgati per presentare «un Islam medievale rivisto, tollerante e difensore della conoscenza, mentre stigmatizzano l'Occidente cristiano, come mondo oscuro segnato dalle Crociate, dall'Inquisizione o dalla conquista religiosa sulle società». Non solo: «Cristianesimo e Illuminismo sono opzionali, ma viene rafforzato l'insegnamento obbligatorio della storia dell'Islam».

Per i fanatici dell'Isis non basta: l'edizione in francese della rivista del Califfato ha ripetutamente attaccato la laicità della scuola d'Oltralpe bollandola come «un mezzo di propaganda che vuole imporre il pensiero corrotto giudaico-massonico». E invitato i bravi musulmani ad «abbandonare l'educazione dei miscredenti».

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