Green pass, è tensione. Meloni attacca, manifestazioni in tutta Italia

Dibattito sempre più acceso tra le forze politiche sul Green pass. Manifestazioni anti-certificato si terranno domani in diverse città italiane

Green pass, è tensione. Meloni attacca, manifestazioni in tutta Italia

Continua lo scontro politico sul Green pass tra chi è favorevole alla misura, anche in considerazione dell’attuale situazione sanitaria e della crescita del numero di persone colpite da Covid-19, e chi, Fdi e Lega soprattutto, critica l'introduzione del documento.

Le parole pronunciate dal premier ieri non sono piaciute a Giorgia Meloni che, attraverso la sua pagina Facebook, ha duramente criticato il presidente del Consiglio: "La cosa più inquietante della conferenza stampa di Draghi, sono le parole di terrore che ha scelto nel rivolgersi agli italiani. I numeri sembrano non contare più: nonostante i dati delle terapie intensive siano ampiamente sotto controllo, il Green pass è diventato il nuovo 'mantra’ da imporre. Il resto non conta", ha scritto la leader di FdI. Quest’ultima ha incalzato affermando che "a questo punto, vorrei avanzare delle domande alla nuova scienza di governo: i Paesi europei che sconsigliano il vaccino a bambini e adolescenti, stanno quindi invitando la popolazione a morire?".

Per la Meloni con tale affermazione "Draghi sta dicendo che sono condannati a morte coloro che non possono vaccinarsi, come chi affronta radio e chemioterapia? Il premier Draghi è sicuro quando afferma che i possessori del Green pass avranno la garanzia di non ritrovarsi tra persone contagiose? Ci può fornire i dati scientifici a sostegno di questa tesi?". La leader di FdI ha rincarato la dose sottolineando: "Se a settembre i contagi saranno aumentati nonostante un obbligo vaccinale di fatto, ma per il trasporto pubblico e la scuola non sarà ancora stato fatto nulla, con chi se la dovranno prendere gli italiani, e in particolare gli imprenditori e i lavoratori che avranno pagato per queste misure inefficaci?". Il tema delle chiusure è al centro dell’invettiva della deputata. Quest’ultima ha ricordato le attività penalizzate dalle misure anti-Covid: "È un anno e mezzo che a pagare sono sempre gli stessi: bar, ristoranti, discoteche, il settore dello sport, della cultura e dello spettacolo. Mentre a beneficiarne sono sempre i soliti noti. Sembra che il problema a Palazzo Chigi non sia più il virus, ma le attività".

La Meloni ha, poi, spiegato che sottolineare "l'incapacità nella gestione della pandemia" non significa essere 'no vax' o andare contro la campagna vaccinale, che la stessa deputata ritiene essere "fondamentale se fatta con trasparenza e serietà” ma “non è accettabile che l'obbligatorietà del foglio verde, di fatto, costringa subdolamente i cittadini a vaccinarsi, pena l'esclusione dalla vita sociale". "Questa non è libertà", ha concluso la leader di FdI.

Critiche al certificato arrivano anche dalla Lega. Nelle scorse ore Matteo Salvini si è detto contrario all'obbligo del Green pass in Italia per frequentare i luoghi al chiuso, come cinema, ristoranti e palestre. "A me interessa non rovinare la vita di milioni di italiani che ancora non sono coperti dal vaccino. Molti non possono farlo, per motivi di salute. Complicare la vita a queste persone con l'obbligo del Green pass? Non scherziamo. Non possiamo fermare a metà luglio una stagione turistica che sta faticosamente ripartendo. Soprattutto in un momento in cui, anche se risalgono i contagi, le terapie intensive restano quasi vuote", ha affermato l’ex ministro dell’Interno durante la puntata di "Agorà" su Raitre, a poche ore dalla cabina di regia convocata ieri per le 15, a cui è seguito il Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto.

I favorevoli

Di tutt’altro avviso è il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro. "Quelli che sproloquiano di inesistenti attentati alle libertà individuali, farebbero meglio a sostenere e promuovere la campagna vaccinale. Un uso intelligente e largo del green pass proposto dal governo è la via maestra per contenere la diffusione della variante delta del Covid 19 ed è anche un ulteriore stimolo a vaccinarsi", ha dichiarato il deputato. Quest’ultimo ha spiegato che "se avessimo già raggiunto l'obiettivo di vaccinare tutti gli italiani non dovremmo ascoltare discorsi, critiche strumentali e appelli pensati solo per raccogliere qualche consenso dei novax. È la scienza a dirci che il vaccino è l'unica strumento per sconfiggere la pandemia",

Favorevole all’adozione del Green pass è il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che nel corso della conferenza stampa di presentazione del G20 Cultura ha spiegato di ritenere l’adozione del documento "una misura giusta". Tale certificato, ha evidenziato il ministro, "riguarda tutti, non soltanto i cinema e i teatri, ma anche i concerti, gli stadi, i bar, i ristoranti. È un meccanismo per spingere a vaccinarsi, soprattutto i ragazzi. Il messaggio è che se vuoi fare determinate cose devi essere vaccinato. Quindi non è soltanto una misura di sicurezza immediata ma anche una spinta a fare i vaccini, e non si capisce come si possa ancora resistere".

Franceschini ha spiegato che "sicuramente il Green pass è stato accompagnato dal superamento delle misure di capienza massima" ed ha ricordato che "nei cinema e nei teatri potevi entrare al 50% della capienza massima, e nei luoghi al chiuso erano ammesse non più di 500 persone. Questi limiti sono stati tolti mantenendo le mascherine e il distanziamento, purché si sia dotati di Green pass". Il ministro ha anche affermato di credere che le condizioni di maggior sicurezza per tutti possano spingere le persone ad andare più volentieri al cinema e teatro. Pertanto, Franceschini ritiene che non ci sarà un danno ma ha assicurato che "se ci fosse continueremo con la politica dei ristori che abbiamo adottato in questi mesi".

Favorevole al Green pass anche Forza Italia che fa parte della maggioranza che sostiene il governo Draghi. E il motivo è semplice. Il certificato sarà fondamentale per evitare nuove chiusure, "a evitare il coprifuoco, ad aumentare la capienza all'aperto di stadi e impianti sportivi. E grazie al pass i vaccinati aumenteranno". A sottolinearlo in una intervista al Corriere della Sera è stato il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, che così ha voluto replicare alle parole del leader della Lega Salvini. "Penso che dovremmo aver fiducia nella scienza e vaccinarci tutti, compresi i giovani. Forza Italia ha ampiamente espresso la sua linea favorevole ai vaccini e al green pass", ha aggiunto l’esponente azzurra. Sul fatto che in merito alla questione Covid si possa rompere l'asse FI-Lega, Gelmini si è detta sicura: "Ma no, non si rompe niente e nessuno ha perso. La Lega ha sostenuto la ragionevolezza delle richieste delle regioni, che in buona parte sono state accolte. È un buon punto di mediazione anche quello raggiunto sui parametri. Non possiamo sottovalutare che senza questo decreto ci saremmo trovati con regioni di nuovo in giallo già da lunedì prossimo. E questo sì, in piena stagione turistica, sarebbe stato un problema enorme".

I parlamentari

Non solo i comuni cittadini dovranno essere muniti del certificato. Riguardo l’obbligatorietà del Green pass per accedere in Parlamento si è espressa su Twitter la deputata del Pd Alessia Morani. "Questa mattina (ieri, ndr) alla Camera si è aperto il dibattito tra i gruppi parlamentari sulla necessità di avere il Green Pass per accedere a Montecitorio. Ho fatto questa proposta da qualche giorno e dico: facciamolo subito", ha scritto la dem spiegando come il tema sia importante "in una fase difficile come questa, di recrudescenza del virus, credo che sia fondamentale che la politica dia il buon esempio. Per questo un confronto aperto e ampio sulla mia proposta credo che sarebbe necessario".

I lavoratori

Ma il certificato sarà obbligatorio anche per i lavoratori? Il M5s critica l’ipotesi. "Ritengo poco opportune esternazioni non adeguatamente ragionate e non concertate come quella dell'obbligatorietà del Green pass per i lavoratori", ha affermato il vicepresidente M5s della Commissione di inchiesta sulle condizioni di Lavoro in Italia, Iunio Valerio Romano. "Fin dall'inizio della pandemia - ha osservato - sono state adottate diverse misure per contrastare la diffusione del virus nei luoghi di lavoro e siglati protocolli di intesa con le parti sociali prima nel governo Conte II e poi aggiornati con il governo Draghi. Serve cautela e ragionevolezza, ci sono diritti di rango costituzionale, che vanno contemperati e parimenti tutelati. Approcci onnicomprensivi, a mio avviso, creerebbero gravi disparità". Romano ha ricordato inoltre che in ambito lavorativo è "il medico competente il soggetto legittimato a trattare i dati sanitari del lavoratore e a verificarne l'idoneità alla funzione. Il datore di lavoro non può che agire di conseguenza. Nessun controllo può essere attribuito estemporaneamente a quest'ultimo".

Le manifestazioni contro il Green pass

Intanto tra i cittadini cresce il malcontento verso l’obbligo del Green pass. Diverse manifestazioni, convocate attraverso i social, sono previste per domani alle 17.30 in molte città d'Italia contro quella che in sostanza definiscono essere la "dittatura" del certificato e le restrizioni anti-Covid. Le manifestazioni dovrebbero tenersi in una cinquantina di città. World Wide Rally Demonstration, associazione internazionale promotrice di diverse proteste negli ultimi mesi, precisa con un comunicato ufficiale che la lista di manifestazioni non ha nulla a che fare con loro. Il gruppo vorrebbe convogliare tutti i manifestanti ad Ostia, in viale del Mediterraneo 85, a partire dalle 15, in modo da organizzare una unica grande protesta nazionale.

Le azioni dei gestori delle discoteche

Promettono battaglia i gestori delle discoteche, che restano chiuse. Alcuni di loro hanno deciso di ricorrere contro la scelta del Consiglio dei ministri, impugnando il nuovo decreto davanti ai propri Tar competenti territorialmente. A riferirlo è l'Associazione Giustitalia:"Attraverso più ricorsi ai tribunali amministrativi presentati dagli esercenti, i gestori chiedono l'annullamento del nuovo decreto nella parte in cui impone il mantenimento della chiusura dei locali".

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