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Incubo droni su Mosca. Rimpasto, Zelensky media

Colpiti due centri logistici. Dopo Fedorov può saltare anche il criticato Syrsky

Incubo droni su Mosca. Rimpasto, Zelensky media
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Chi si aspettava un volta, sul campo o su un tavolo diplomatico, è rimasto deluso. Il conflitto in Ucraina prosegue infatti con lo stesso spartito: l'Ucraina continua gli attacchi in profondità su raffinerie, infrastrutture e strutture logistiche, come la scorsa notte, anche alzando ulteriormente il tiro. La Russia replica con attacchi sulle città ucraine colpendo i civili. Il tutto mentre il dialogo sembra essere ormai arenato. Le uniche cose che stanno continuando a cambiare sono i sentimenti dei russi, che si trovano d'improvviso la guerra in casa e non ne sono affatto felici, e il governo di Kiev, con il rimpasto voluto da Zelensky che non si ferma e continua a causare polemiche nella società ucraina.

La notte scorsa droni ucraini hanno colpito due centri logistici della società "Wildberries" una sorta di Amazon russa, utilizzato come centro di smistamento e distribuzione anche di componentistica per droni e materiale bellico, situati a Kotovsk, nella regione di Tambov, e a Elektrostal, a est di Mosca. Il bilancio è di almeno 7 morti e oltre 24 feriti. Entrambe le strutture hanno preso fuoco e le immagini delle due grosse colonne di fumo hanno subito fatto il giro del Web. Nella regione di Mosca, a Noginsk, un drone ucraino ha colpito anche un deposito petrolifero causando una vittima e provocando un vasto incendio. Le autorità russe hanno riferito che durante la notte le difese aeree hanno intercettato ben 379 droni ucraini in 19 diverse regioni. "Sono stati colpiti due importanti obiettivi logistici a una distanza di oltre 500 e circa 700 chilometri dalla linea del fronte - ha rivendicato il presidente ucraino Zelensky - Le strutture venivano utilizzate dall'aggressore per garantire la fornitura di componenti soggetti a sanzioni destinati alla produzione di droni e di apparecchiature di navigazione". Inoltre, le forze ucraine hanno colpito ancora le navi delle flotta ombra russa. Sono 172 le imbarcazioni, petroliere, navi da carico, traghetti, gru galleggianti e rimorchiatori, distrutte solo negli ultimi 13 giorni. Di contro sono 6 le vittime e oltre 26 i feriti per i raid russe che hanno interessato soprattutto le regioni del Donetsk, del Kherson e di Zaporizhzhia.

Ma a Kiev è ancora caos politico. Dopo la cacciata del ministro Fedorov, che con le innovazioni sui droni ha ribaltato la situazione del conflitto a favore dell'Ucraina, adesso è a rischio anche il capo di stato maggiore Oleksandr Syrsky, colui che è stato il principale promotore dell'addio di Fedorov.

Dopo le proteste di piazza in cui si è chiesto al presidente di lasciare Fedorov al suo posto, Zelensky ha deciso di fare qualcosa e starebbe già effettuando una sorta di casting tra i più alti ufficiali dell'esercito per trovare un sostituto all'altezza e uscire dal ginepraio in cui si è ritrovato. Anche perché la guerra, sembra sempre più lontana da una possibile conclusione.

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