Manifesto pro migranti alla regata. E la Lega ne impone la rimozione

Il vicesindaco di Trieste Paolo Polidori ha chiesto ed ottenuto che il manifesto ufficiale per l'edizione 2018 della storica regata velica "Barcolana", realizzato dall'artista Marina Abramović, fosse ritirato dal territorio della città giuliana

Manifesto pro migranti alla regata. E la Lega ne impone la rimozione

"We’re all in the same boat" - "Siamo tutti sulla stessa barca". È questo lo slogan apparso sui manifesti ufficiali che sponsorizzano la cinquantesima edizione della Barcolana, la storica regata velica che si tiene ogni anno nel golfo di Trieste, famosa per avere una delle più alte partecipazioni al mondo (2101 imbarcazioni nel 2017). Una frase che però non sembra essere stata gradita dal vicesindaco ed assessore ai grandi eventi del comune di Trieste, il leghista Paolo Polidori, che lo scorso 3 luglio, subito dopo la presentazione del manifesto, l'aveva descritta con le seguenti parole: "Inaccettabile, di pessimo gusto, immorale che si faccia propaganda politica con una manifestazione, la Barcolana, che appartiene a tutta la città!", aggiungendo come si stesse già adoperando per poter rinsavire da quella che ha definito:"Una becera strumentalizzazione politica". L'espressione "Siamo tutti sulla stessa barca" è già stata infatti più volte utilizzata negli ultimi anni come motto di varie manifestazioni a favore dei migranti, fattore che ha indotto il vicesindaco Polidori a vedere nel manifesto un'implicita dichiarazione d'intenti.

A caratterizzare ulteriormente la polemica è oltretutto il fatto che il manifesto sia stato realizzato dall'artista Marina Abramović, madre della performance art e famosa per le sue opere provocatorie, che nel poster è raffigurata mentre brandisce una bandiera con la scritta incriminata. È tradizione della Barcolana infatti, affidare ogni anno la creazione del manifesto ufficiale della manifestazione ad un importante esponente del mondo dell'arte. Una consuetudine che ha visto protagonisti nelle precedenti edizioni nomi del calibro di Michelangelo Pistoletto, Gillo Dorfles e del fotografo Maurizio Galimberti.

Tuttavia a nulla sembrano valse le rassicurazioni dei principali sponsor dell'opera: Mitja Gialuz, presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, e Andrea Illy, patron dell'omonima azienda produttrice di caffè, per quest'occasione partner dell’evento e committente della locandina. Entrambi hanno infatti cercato di spiegare come il manifesto fosse in realtà portatore di valori diversi, con Illy che ha parlato di un“messaggio che parla di sostenibilità, che indica che abbiamo un destino comune, che dobbiamo prenderci cura della terra e che possiamo raggiungere la felicità solamente attraverso l’altruismo”, mentre Gialuz ha successivamente aggiunto: "È un tema che si sposa perfettamente con la nostra regata". Il vicesindaco però è stato irremovibile e in un'intervista a La Repubblica concessa martedì ha rincarato la dose affermando: "Quel manifesto deve sparire. Via dai pieghevoli, dagli inviti e dalle brochure ufficiali. Proibito: a Trieste e nel resto del mondo", minacciando anche pesanti ritorsioni nel caso non si fosse adempiuto alla richiesta: "Con gli organizzatori sono stato chiaro: o sparisce quell'orrore, o salta la convenzione con il Comune. Significa stop a trentamila euro di finanziamenti, Frecce Tricolori, permessi per l'occupazione del suolo pubblico, sicurezza".

Alla fine si è quindi giunti ad un accordo, come diramato da una nota stampa congiunta, in cui si ribadisce che "Comune di Trieste e Società Velica di Barcola e Grignano concordano sull’importanza di non dividere, ma di unire le

persone attorno alla grande festa della Barcolana", ordinando pertanto da ieri il ritiro di tutte le copie del manifesto dal solo territorio del comune di Trieste, che come specifica Polidori in un suo post su Facebook: "È limite della competenza di questa amministrazione".

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