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Politica

Matteo Salvini: “L’Islam è la principale minaccia per l’Italia, chiudere le moschee abusive. Quattro anni di armi a Kiev: è l’ora di una pace giusta. Vi racconto la nuova Lega”

Fresco della recente reinvestitura alla guida del partito, il segretario traccia la linea futura: “A breve convocherò il Consiglio Federale per dar seguito al mandato ricevuto dai delegati e per sottoporre a giudizio il nuovo simbolo Lega Italia Federale”. L’obiettivo del leader: “Voglio un Carroccio ancora più presente, concreto, capace di ascoltare e dare risposte”

Matteo Salvini (Photo by Claudio Furlan/LaPresse)

Segretario, primo giorno dopo la rielezione con ampia maggioranza al Congresso straordinario della Lega. Che effetto fa?

«Sono ancora emozionato. In queste ore ho ricevuto oltre mille messaggi da dirigenti, sindaci, amministratori, militanti - anche da militanti che non mi hanno votato, un bel segnale - ma anche da tanti imprenditori e semplici cittadini. Sono arrivate moltissime congratulazioni anche dall’estero. Mi ha fatto particolarmente piacere ricevere le felicitazioni e le benedizioni di una ventina di parroci, che hanno detto di pregare per me. Ringrazio tutti di cuore, cercherò di rispondere personalmente a tutti nei prossimi giorni. È una dimostrazione di affetto e fiducia che mi riempie di orgoglio, ma soprattutto di responsabilità. Adesso bisogna lavorare, e tanto».

Il nuovo simbolo Lega Italia Federale segna una svolta. Come è stato accolto?

«Il nuovo simbolo unisce passato, presente e futuro della Lega ed è stato apprezzato anche da tanti militanti storici del Nord, perché il federalismo è una scelta di efficienza, modernità e libertà. E ora sarà su tutti i pannelli e nelle cabine elettorali, da Nord a Sud, in tutta Italia».

E ora, da dove (ri)comincia il lavoro?

«Nel più breve tempo possibile convocherò il Consiglio federale per dare seguito al mandato ricevuto dai delegati, nonché per sottoporre il nuovo simbolo Lega Italia Federale. Già oggi sono stato al lavoro a Milano sulla nuova segreteria politica, sul coinvolgimento dei sindaci e degli amministratori e sul rilancio della Lega in quei territori dove ci sono difficoltà da superare. Voglio una Lega ancora più presente, concreta, capace di ascoltare e dare risposte. Ripartiamo dai territori, dai militanti, da chi ogni giorno tiene viva la nostra comunità».

Una Lega più combattiva rischia di creare tensioni con gli alleati? A cominciare dalla legge di Bilancio.

«Non vedo problemi con gli alleati. Come sempre ci confronteremo e troveremo una sintesi, a partire dalla legge di Bilancio. La Lega continuerà a portare avanti le proprie battaglie con determinazione e lealtà, perché stare al governo significa assumersi responsabilità, non rinunciare alle proprie idee».

La legge di Bilancio si avvicina. Quali sono le priorità economiche della Lega?

«Meno tasse per chi lavora, produce e crea occupazione. Le nostre priorità sono Quota 64 per superare gradualmente l’odiosa legge Fornero, la Flat Tax al 15% fino a 100mila euro per le partite IVA, la riduzione della cedolare secca ed estensione agli immobili commerciali. E poi una battaglia a cui tengo particolarmente: tagliare le tasse sugli stipendi dei giovani fino a 30 anni, per dare loro più opportunità e stipendi migliori. Sono proposte concrete che porteremo al tavolo della maggioranza».

Il caso Youssef Siher riaccende l’allarme sull’estremismo islamico. Quanto la preoccupa?

«L’Islam politico e il suo connubio con l’estrema sinistra è la principale minaccia all’Occidente, la Lega lo dice da tempo. L’islamismo radicale sarà il problema dei prossimi vent’anni. Siamo già al lavoro con diverse Prefetture e sindaci per chiedere controlli a tappeto su tutte le realtà islamiche abusive, moschee irregolari, associazioni e finti circoli culturali che operano fuori dalle regole. Vanno chiusi questi centri abusivi che rappresentano un pericolo per l’Italia, parlo di quei luoghi di aggregazione che hanno finalità di scontro con le istituzioni insieme ad Askatasuna e No Tav. La libertà religiosa è garantita dalla Costituzione, ma le leggi italiane valgono per tutti e non possono esserci zone franche. Tredici fedi religiose hanno sottoscritto accordi con l’Italia. Noi li sfidiamo a sottoscrivere una carta con diritti e doveri, riconoscendo la prevalenza di quella Costituzione che la sinistra sventola continuamente».

Al Congresso ha annunciato anche una ulteriore stretta sulle cittadinanze. Cosa intendete fare concretamente?

«Come ho detto al Congresso, chiederò a tutti gli amministratori della Lega di verificare con la massima attenzione ogni concessione della cittadinanza italiana, nel rispetto delle competenze e delle procedure previste dalla legge. La cittadinanza non può essere considerata un regalo».

Ci sono altri provvedimenti in vista, su questo tema?

«Proporremo agli alleati e al Parlamento, confidando in un’ampia condivisione, di ampliare i reati che possono comportare la revoca della cittadinanza nei casi consentiti dalla legge. Parliamo di delitti gravissimi come omicidio, femminicidio, violenza sessuale, violenza di gruppo, reati contro i minori, schiavitù e istigazione alla violenza per motivi razziali o religiosi. Vogliamo anche impedire che chi è nato in Italia da genitori stranieri e ha commesso reati gravi, comprese violenze contro le Forze dell’Ordine, devastazioni e saccheggi, possa ottenere automaticamente la cittadinanza al compimento dei diciotto anni. Chi vuole diventare italiano deve rispettare le nostre leggi».

Ha parlato di una Lega che deve ripartire dai territori.

«Già questa settimana, da neo eletto segretario della Lega, intendo effettuare un tour delle province italiane, da Nord a Sud. Per incontrare militanti, sindaci, amministratori, imprenditori e cittadini. Sarà un’occasione per ascoltare, capire dove dobbiamo migliorare e rafforzare la presenza della Lega. Il nostro movimento è nato nei territori e dai territori deve ripartire».

Sul fronte della sicurezza, ha parlato di sgomberi delle seconde case occupate. Misura che, al momento, non c’è.

«La proprietà privata va difesa sempre, non soltanto quando si tratta della prima casa. Per questo i parlamentari della Lega stanno lavorando a un emendamento al decreto anti-maranza per estendere anche alle seconde case occupate abusivamente le procedure di sgombero rapido già previste per le abitazioni principali. Non è accettabile che una famiglia debba aspettare mesi per rientrare in possesso di un immobile che le appartiene. Chi occupa abusivamente deve essere allontanato rapidamente e rispondere delle proprie azioni».

Sull’Ucraina si avvicina una nuova discussione sugli aiuti. Al Congresso ha usato parole forti.

«Da più di 4 anni abbiamo dubbi sull’invio di armi, così come sulla efficacia delle sanzioni imposte dall’Europa. Se l’obiettivo era far terminare il conflitto, dopo 4 anni e centinaia di migliaia di morti i dubbi stanno diventando certezze. La nostra è una riflessione che stiamo sottoponendo all’intero Parlamento e al Paese, senza alcuna polemica: conosciamo la posizione degli alleati e loro conoscono quella della Lega. Dopo anni di guerra, la priorità deve essere quella di arrivare finalmente a una soluzione diplomatica e a una pace giusta e duratura. Continueremo a lavorare in questa direzione, perché l’obiettivo deve essere fermare le morti e riportare la pace».

A Milano sono arrivati altri militari per presidiare le strade, dopo i disordini delle settimane precedenti.

«Ribadisco un impegno che porto avanti da mesi: rafforzare l’operazione Strade Sicure, non soltanto a Milano, dove sono già arrivati ulteriori militari per contrastare e prevenire i disordini, ma anche negli oltre sessanta capoluoghi che oggi ne sono sprovvisti. C’è un documento approvato da tutta la maggioranza e mi aspetto che venga attuato. La sicurezza dei cittadini non può dipendere dal Comune in cui vivono. Più uomini in divisa nelle strade significano maggiore presidio del territorio e un aiuto concreto alle Forze dell’Ordine».