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L'Italicum rilancia i moderati: con la lista unica sono in pole

L'indicazione all'indomani delle Regionali: se Forza Italia, Lega e Fdi corrono uniti possono andare al ballottaggio con la sinistra. E partire in vantaggio

RomaDiviso, acciaccato, litigioso. Ma nonostante tutto ancora competitivo e supportato da numeri che smentiscono la presunta egemonia del Pd, cancellando in un colpo solo quell'imbattibilità renziana sbandierata per mesi e ora seriamente incrinata dai numeri delle Regionali.

Il centrodestra si risveglia dal voto con alcune certezze in più. E scopre - come dimostrano alcune simulazioni che cercano di proiettare il risultato di domenica a livello nazionale - di poter giocare la partita delle Politiche da attore protagonista e non solo come comparsa. Il primo scenario viene delineato dal Fatto Quotidiano . Il quotidiano diretto da Marco Travaglio prova ad applicare l'Italicum - ovvero soglia di sbarramento al 3%; premio di maggioranza alla singola lista che raccoglie oltre il 40% dei voti o vince il ballottaggio tra i primi due classificati - ai consensi raggranellati dai partiti quattro giorni fa. Vengono prese in analisi diverse ipotesi. Le più interessanti sono quelle che prevedono un ricompattamento del centrodestra.

La prima è quella che vede unite sotto le stesse insegne Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Un listone che potrebbe attestarsi al 32,2 (contando anche le liste dei presidenti), contro il 29,6% del Pd e il 16% dei grillini e andrebbe al ballottaggio in una condizione di forza con buone possibilità di spuntarla. La seconda simulazione ipotizza un centrodestra capace di recuperare anche i voti di Angelino Alfano e quelli di Raffaele Fitto e un centrosinistra di riportare all'ovile gli scissionisti della sinistra Pd e Sel. Ebbene in questo caso il centrosinistra si fermerebbe al 32,6% mentre il centrodestra toccherebbe quota 35,2%. Infine l'ultimo scenario: quello che prende in considerazione i voti validi presi da tutti i candidati presidente: un bacino complessivo da 9 milioni e trecentomila elettori. Ebbene in questo caso centrosinistra e centrodestra si attesterebbero entrambi attorno al 38% (con i moderati leggermente avanti), a un passo da quella soglia del 40% che assicurerebbe il premio di maggioranza «monstre» da 340 deputati.

Un'altra analisi interessante è quella realizzata dal blog seitrezero.it. Il sito di Andrea Mancia e Simone Bressan costruisce un modello con il quale tenta di stimare il peso nazionale dei singoli partiti partendo dal risultato di domenica. Il risultato non è distante dalle simulazioni del Fatto . La somma di tutte le forze che hanno sostenuto il governo Berlusconi dal 2008 al 2011 varrebbe oggi il 37,5%. «Con un pesante rimescolamento interno ma con un potenziale elettorale ancora competitivo e con il centrodestra a soli 1,2 punti dalla somma di forze del centrosinistra».

Scenderebbe Forza Italia al 12%, così come Area popolare, al 3,3% in queste proiezioni, ma salirebbero la Lega al 16,2% e Fratelli d'Italia al 5,2%. Equilibri di forza, naturalmente, tutti da verificare. Senza dimenticare che questi calcoli si basano sul risultato delle Regionali, elezioni storicamente non certo favorevoli al centrodestra.

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