da Roma
Il terzo giorno di carcere di Mario Roggero non raffredda la polemica. Anzi, il centrodestra continua a tenere il caso al centro dell'agenda politica. Non solo scende in campo direttamente Giorgia Meloni, ma anche Matteo Salvini torna per la seconda volta in 72 ore al penitenziario di Bollate per una nuova visita al gioielliere piemontese. Nel frattempo, la Lega mette sul tavolo una proposta di legge per ampliare i confini della legittima difesa, su cui invece Forza Italia sembra tirare il freno a mano. D'altra parte, il partito guidato da Antonio Tajani è certamente quello che nel centrodestra subisce meno la competizione a destra di Futuro nazionale di Roberto Vannacci. Non è un mistero per nessuno, infatti, quanto nella maggioranza sia esplosivo il combinato disposto tra i sondaggi che continuano a dare in crescita il partito dell'ex generale e le elezioni politiche che si avvicinano (in autunno nel caso di showdown al Senato sulla riforma della legge elettorale, ad aprile perché come è noto da tempo la finestra di primavera resta la più probabile o addirittura a settembre 2027 se si arrivasse a scadenza naturale della legislatura).
Così, dopo gli appelli alla grazia arrivati nei giorni scorsi da diversi big di Fratelli d'Italia, ieri è stata direttamente la premier a prendere le difese di Roggero. "Non si possono dare otto anni a dei pedofili o meno di dieci anni a casi di stupri di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere, c'è un problema di proporzionalità delle pene", spiega al Corriere della Sera. Ed è anche per questo, aggiunge, che "ho detto di andare avanti" sulla grazia al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Perché "una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento". Rispetto alla condanna di Roggero, peraltro, Meloni si dice convinta della necessità di "maggiore considerazione" perché "si possono ravvisare quelle che nella procedura di alcune grazie e nelle assoluzioni di tanta giurisprudenza vengono definite dinamiche dettate da disperazione delle vittime". "Chi è in grado - domanda la premier- di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest'uomo? Ma siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere?".
Tutte riflessioni, quelle di Meloni, che hanno inevitabilmente come interlocutore anche il Quirinale, a cui è demandato in via esclusiva il potere di grazie e con il quale i rapporti continuano ad essere più che tesi. La Lega, intanto, ha pronto un ddl per allargare la legittima difesa, prevedendo la non punibilità di "qualsiasi reazione" nella immediatezza di una aggressione a mano armata in casa o in negozio, "indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta". Una norma a prima firma del senatore Claudio Borghi, ma che non convince affatto non solo l'opposizione ("la destra fa sciacallaggio", attacca Giuseppe Conte) ma pure Forza Italia.
"Leggeremo con attenzione l'annunciata proposta di modifica della legittima difesa, ma - dice il capogruppo azzurro alla Camera Enrico Costa - riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull'onda emotiva dei fatti di cronaca. Lo Stato di diritto richiede norme scritte con equilibrio e ponderazione, destinate a durare, e non estemporanee reazioni a vicende di rilievo mediatico". Insomma, "consiglierei di evitare fughe in avanti".
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