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"La messa tradizionale un patrimonio della fede"

Altri consensi per la proposta del Giornale

"La messa tradizionale un patrimonio della fede"
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La proposta del direttore Tommaso Cerno continua a far discutere. Dopo il primo giro di reazioni, il confronto sulla possibilità di allentare le restrizioni al Vetus Ordo non si è spento: nelle ultime ore sono arrivati nuovi commenti sul sito e sui profili social del Giornale. Il dato che emerge è limpido: per molti lettori la liturgia antica non è un reperto da custodire in una teca, ma una parte dell'identità cattolica.

"La Messa in latino è un patrimonio nella storia della Chiesa. La lingua latina univa il mondo e noi in Italia non l'abbiamo valorizzata come meritava. Non è mai troppo tardi", scrive un utente. Un altro insiste sul valore spirituale del rito: "La messa in latino è un patrimonio inestimabile di sacralità, unità, bellezza, solennità, espressione massima della fede cattolica". C'è poi chi, pur dichiarandosi lontano dalla pratica religiosa, avverte il richiamo delle radici: "Non sono praticante, ma si dovrebbe tornare alle origini".

Non è soltanto nostalgia. Nei commenti dei nostri lettori compare con forza un argomento che rovescia una delle obiezioni più frequenti: il latino non allontanerebbe necessariamente i giovani. Potrebbe, al contrario, incuriosirli. "Sono assolutamente favorevole alla messa in latino. Sono nato nel 1994 e penso che andrebbe non solo liberalizzata ma anche valorizzata e attivamente promossa dalla gerarchia cattolica", quanto si legge sui social. Un messaggio che mette in crisi l'equazione automatica tra rito antico e pubblico anziano.

"Condivido la proposta del direttore Cerno: dobbiamo difendere le nostre tradizioni", aggiunge un altro lettore. E ancora: "C'è chi dice che la messa in latino allontanerebbe i giovani, ma secondo me potrebbe rappresentare un incentivo: non sottovalutate il fascino della storia". È forse questo il punto nuovo del dibattito. In un tempo che consuma tutto in pochi secondi, la solennità, il silenzio e una lingua non quotidiana possono apparire non come ostacoli, ma come elementi di attrazione.

La proposta continua intanto a circolare anche fuori dai canali del Giornale. Il popolare blog tradizionalista Messainlatino.it ha dedicato un articolo all'iniziativa, rilanciando il sondaggio e invitando i propri lettori a intervenire. Il risultato non lascia grandi margini di interpretazione: la stragrande maggioranza dei fedeli è a favore.

Ribadiamo: non siamo davanti a un referendum e i commenti online non rappresentano l'intera Chiesa. Ma indicano una domanda che sarebbe un errore liquidare come folclore.

Chi chiede più spazio per la Messa in latino non invoca necessariamente un ritorno al passato: chiede libertà, continuità e la possibilità di riconoscersi in una forma liturgica che considera ancora capace di parlare al presente. E a giudicare dalle nuove reazioni anche al futuro.

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