Leone potrebbe recarsi presto negli Stati Uniti. Il primo Papa statunitense rilascia un’intervista alle emittenti americane Nbc e Telemundo, e non nasconde l’intenzione di visitare prossimamente gli Usa. «Mi vedranno là» risponde durante il colloquio al termine dell’incontro di preghiera Cantico di Pace, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo. «Per coincidenza, proprio oggi stavamo guardando il calendario per i prossimi due anni. Non c’è ancora nulla di definitivo, ma spero davvero di andarci presto» confida. Parla, Papa Leone, di ciò che ama maggiormente degli Stati Uniti, ovvero «quello che l’America rappresenta, il senso di libertà, il senso di opportunità, il fatto di aver invitato, per generazioni, persone provenienti da tutto il mondo a diventare parte di un’unica nazione». Un’eventuale visita del Papa nel Paese d’origine assumerebbe un valore storico, trattandosi del primo viaggio negli Usa di Prevost dopo l’elezione al Soglio di Pietro. Proprio richiamando la tradizione di accoglienza del Paese, il Pontefice rivolge un pensiero ai migranti, invitandoli a non scoraggiarsi. «Abbiate speranza. Cercate di vivere in modo ordinato. Bisogna riconoscere che, se qualcuno ha commesso reati o crimini, non si può costruire una società in questo modo. Dobbiamo quindi imparare a vivere in pace». E ricorda, Prevost, la propria storia familiare, segnata dall’esperienza delle migrazioni: «I miei nonni erano immigrati». «La bellezza nasce quando impariamo a superare le differenze e a riconoscere la ricchezza di ogni essere umano».
Nell’intervista, il Pontefice affronta anche il tema delle guerre, lanciando l’ennesimo appello alla pace. «Viviamo un tempo segnato da guerre, violenze e divisioni, ma proprio per questo il mondo ha bisogno di speranza». In tal senso, per il Papa «i bambini possano insegnarci molto a riscoprire i valori, il tesoro che c’è nell’essere umano, nel fatto di essere tutti fratelli e sorelle, nel vedere che tutti possiamo davvero partecipare a una società che ama la pace, che cerca la pace, che accoglie gli uni e gli altri nonostante le differenze. Se tutti lavoriamo per costruire la pace ribadisce Leone - possiamo superare tante situazioni che generano conflitto e odio». Infine, definendo la propria identità e la missione universale del suo ministero petrino, Leone si lascia andare a una battuta: «Mi considero più il Papa che, solo per caso, è americano».
