Da Grinzane Cavour agli Usa. La vicenda Roggero fa il giro del mondo e diventa un fatto planetario. Elon Musk, l'uomo più ricco sul mappamondo scrive su X un post sfrontato che però la dice lunga sul suo interesse per questa drammatica storia: "È una follia. In questo caso - aggiunge il patron di Tesla e Space X che non deve avere una grande conoscenza del nostro sistema giuridico - sono il giudice e il pubblico ministero a meritare questa condanna". Figurarsi.
Non è la prima volta che Musk irrompe nella vita politica del nostro Paese, con giudizi taglienti e misurando spesso una perfetta sintonia con il vicepremier Matteo Salvini. Nel 2024 aveva definito "assurdo" il processo Open Arms al leader leghista e a proposito, dei giudici che avevano attaccato con i loro provvedimenti i centri per i migranti creati in Albania ex Stato altrettanto tranchant: "Se ne devono andare".
Musk è un imprenditore geniale e ha conquistato posizioni importantissime nel campo automobilistico e pure nella corsa allo spazio, ma lo spazio dell'industria non gli basta. Gioca anche da libero battitore, con i tratti del provocatore, e per un certo periodo è stato un super consulente del presidente Trump che gli aveva affidato il Doge, insomma lo aveva nominato suo proconsole nella battaglia senza requie per fare dimagrire la pubblica amministrazione e ridurre la spesa. È finita nel modo più classico, almeno conoscendo Trump: all'inizio della scorsa estate i due hanno rotto, il presidente lo ha cacciato e l'idillio fra i numeri 1 è finito. Del resto, o l'uno o l'altro.
Musk guarda con attenzione alle vicende italiane e non è andato per il sottile nemmeno con l'ong Sea Watch, al centro di polemiche per i salvataggi in mare. Anche in quell'occasione le sue parole sono state inequivocabili: "È un'organizzazione criminale".
Ad aprile 2025, il vulcanico Musk si collega con il congresso della Lega a Firenze: attacca le politiche "suicide" dell'Europa sull'immigrazione, ma auspica anche una partnership USA- Ue in controtendenza rispetto alle intemerate del Presidente. Di più ancora, perché in quel video intervento davanti alla nomenklatura leghista vagheggia una collaborazione virtuosa fra le due sponde dell'Atlantico, "a dazi zero". Tutto l'opposto delle strategie della Casa Bianca. Insomma, Musk è una potenza ma anche un libero battitore e un incursore che certo non si cura del politically correct. A gennaio dell'anno scorso, a Palazzo Chigi si materializza pure suo fratello Kimbal che incontra il ministro della cultura Alessandro Giuli e brevemente la premier Giorgia Meloni. Ora torna sulla storia del, gioielliere che a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, aveva ucciso due dei tre rapinatori entrati nella sua gioielleria. "Io - afferma Salvini - non ho il numero di telefono di Musk, né posso, né voglio sollecitare sue reazioni sui casi di cronaca italiana, però la distinzione fra chi si difende e chi offende, fra chi è aggredito e chi aggredisce, evidentemente arriva anche al di là dell'oceano".
Insomma, Salvini e Musk remano nella stessa direzione, ma non tutto il Palazzo prende bene l'ingresso a gamba tesa del miliardario di origine sudafricana. "Musk - afferma Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd - finisca di intromettersi negli affari interni del nostro Paese e d'Europa. Con Trump si preoccupi piuttosto di una guerra disastrosa che non sanno finire e danneggia il mondo".
Ancora più duro Carlo Calenda: "Musk è un fascista che vuole eliminare ogni limite a Internet e ai social e una persona profondamente malata e sostanzialmente si deve fare i c..suoi". Replica ruvida a un intervento scomposto.
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