"Sono i numeri di una pandemia che non è percepita come tale". Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nel corso della presentazione della relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze, ha snocciolato dati allarmanti.
Il fenomeno riguarda soprattutto i ragazzi dai 15 ai 19 anni che finiscono del vortice delle dipendenze di vario tipo: dalla droga al gaming, dai social al gioco d'azzardo, per finire con l'alcol. Il 26% degli studenti consuma sostanze stupefacenti, ma quel che preoccupa maggiormente sono le tonnellate di droghe che entrano nel nostro Paese: 55 sono quelle sequestrate nel 2025 che, come ha spiegato Mantovano, rappresentano il 25-30% dell'intero volume di droghe che l'anno scorso sono circolate in Italia, pari a 160-220 tonnellate. Tra queste la cocaina si conferma la più pericolosa in quanto responsabile nel 33% dei decessi e nel 32% responsabile dei ricoveri ospedalieri correlati al consumo di sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda le altre sostanze, c'è da registrare un calo dei consumi di cannabis tra i ragazzi che passa dal 21% del 2024 al 18% dell'anno scorso. Resta molto diffuso tra i giovani anche il consumo di alcol e tabacco con quasi 500 mila studenti minorenni (31%) hanno fumato nel corso del 2025 e con circa 380 mila studenti under 18 (uno su quattro) che ha vissuto almeno un episodio di ubriacatura nel corso dell'anno, soprattutto studentesse.
Ma a preoccupare sono anche le nuove "dipendenze digitali" come il gioco d'azzardo che ha fatto breccia almeno una volta nella vita sul 64% degli studenti, pari a 1 milione e 600mila ragazzi in termini assoluti. Nella fascia d'età 11-13, secondo le stime, sarebbero ben 87 mila gli studenti coinvolti in comportamenti di gioco d'azzardo a rischio o problematici.
Il 15% (380mila), invece, ha mostrato un uso distorto dei videogame, mentre il 14% (340mila) ha dichiarato di aver giocato d'azzardo su Internet e il 13% (370mila) ha avuto un utilizzo del Web a rischio.
Sono in aumento anche i "comportamenti a rischio" tra gli studenti di 15-19 anni, mentre il 45% (1 milione e 120mila) è stato vittima di cyberbullismo e il 30% (740mila) è stato autore di comportamenti violenti on-line.
Il 29% (710mila) ha fatto "ghosting", ossia ha bruscamente interrotto i contatti con i proprio coetanei, mentre il 2,1% (50mila, di cui 26mila minorenni) è vittima della sindrome "hikikomori", ossia tende a non avere più una vita sociale. Infine, il 3,8% ha ricevuto inviti per partecipare a una challenge e tra questi l'1,1% ha effettivamente preso parte alle sfide. A tal proposito, Mantovano ha ricordato che in Senato "la discussione sui disegni di legge di iniziativa parlamentari sui divieti dei social" ai minori è in uno stato avanzato, ma "il governo ha ritenuto di non intralciare i lavori parlamentari con una propria iniziativa, segue l'esito del confronto e ritiene di doversi impegnare soprattutto nell'attività di prevenzione con le campagne di informazione".
Alla presentazione di questo rapporto è intervenuta anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, in video collegamento, ha rivendicato l'operato del suo esecutivo: "Con questo Governo il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro solo nel 2025".
La presidenza del Consiglio, inoltre, ha annunciato
che domani aderirà alla campagna di sensibilizzazione per la "Giornata internazionale contro le droghe", illuminando di colore blu la facciata principale di Palazzo Chigi e proiettando in bianco le parole "No alla droga".