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Governo

Decreto giustizia e immigrazione, il governo incassa la fiducia alla Camera: ecco cosa prevede

Le procedure alla frontiera diventano obbligatorie, il lavoro per i richiedenti asilo slitta a 90 giorni e la prova forense scende a due scritti

Il tabellone elettronico con il risultato del voto sulla Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla domanda di autorizzazione al sequestro di corrispondenza (chat) nei confronti del l�ex sottosegretario della Giustizia e deputato di Fratelli d'Italia (FdI) Andrea Delmastro Delle Vedove, Roma, 05 agosto 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

La Camera ha approvato con 191 voti favorevoli la fiducia posta dal governo sul decreto giustizia e immigrazione. Il voto finale sul provvedimento - composto da 18 articoli – è previsto nella giornata di domani. Il testo riunisce interventi sull’ordinamento giudiziario e sulla professione forense insieme a una serie di disposizioni in materia di asilo, rimpatri e controlli alle frontiere, recependo le direttive del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.

Cosa prevede il decreto giustizia e immigrazione

Una delle principali novità del decreto riguarda l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di avvocato. La prova si terrà in un’unica sessione annuale e sarà articolata in due scritti - anziché nei tre previsti attualmente - oltre a una prova orale.

Il decreto interviene anche sull’organizzazione degli uffici giudiziari. Viene prorogata fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per i magistrati giudicanti di rimanere nello stesso ufficio, con l’obiettivo di evitare vuoti negli organici e conseguenti rallentamenti nell’attività dei tribunali. Ulteriori disposizioni interessano i giudici di pace e puntano a rafforzare l’organizzazione e le competenze di questi uffici.

Una parte delle risorse è destinata alla digitalizzazione dell’amministrazione giudiziaria. Il provvedimento stanzia 6,5 milioni di euro per il 2026, 30 milioni di euro l’anno dal 2027 al 2034 e 12,5 milioni annui a partire dal 2035.

Per quanto concerne il dossier immigrazione, il testo modifica la disciplina relativa ai documenti rilasciati a chi presenta una domanda di protezione internazionale. Il richiedente dovrà dichiarare il proprio domicilio o la propria residenza al momento della registrazione della domanda. Cambia anche il termine entro il quale i richiedenti asilo non possono svolgere un’attività lavorativa. Il periodo viene innalzato dagli attuali 60 giorni a 90 giorni, calcolati a partire dalla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale.

Il decreto rende inoltre obbligatorie le procedure di asilo alla frontiera, che dovranno concludersi entro un termine massimo. Si tratta delle procedure applicate nei confronti delle persone che presentano la domanda dopo essere state fermate o identificate nelle aree di ingresso nel territorio nazionale.

Il provvedimento interviene infine sulle condizioni per il trattenimento dei richiedenti protezione internazionale. Viene introdotto espressamente il divieto di disporre il trattenimento sulla sola base della nazionalità della persona. Allo stesso tempo, si ampliano le strutture per il trattenimento, comprese quelle nelle zone di frontiera.

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