Una crepa nella stazione orbitante, emergenza nello spazio. A bordo scatta l'operazione Safe haven (rifugio sicuro). Se si rompe la camera d'aria, è finita. Sono state ore di alta tensione quelle vissute dagli astronauti della Stazione spaziale internazionale (Iss). «C'è una perdita di aria, tenetevi pronti all'evacuazione» comunica la Nasa.
La falla è in un modulo russo della stazione: il tunnel di trasferimento del modulo di servizio Zvezda, noto come PrK, presenta da tempo crepe e perdite, che fino a oggi sono state arginate il più possibile da Roscosmos, l'agenzia responsabile del programma spaziale russo. Ma evidentemente le «toppe» non sono state sufficienti e ieri sono iniziate le operazioni per un intervento più esteso. Come massima precauzione, la Nasa ha ordinato ai quattro membri della missione SpaceX Crew-12 e all'astronauta americano Chris Williams (in orbita da febbraio) di indossare le tute spaziali pressurizzate e salire sulla navicella Dragon per tutta la durata del cantiere spaziale. L'intervento è durato qualche ora, poi l'equipaggio è rientrato ai posti di comando.
Due le crepe che hanno destato preoccupazione: la seconda si è presentata una settimana fa in corrispondenza dell'arrivo del cargo di rifornimento Progress-95. Roscosmos aveva fatto sapere che si trattava di una perdita pari a circa mezzo chilo di aria al giorno, che ora però sembrava raddoppiata, o almeno peggiorata.
Tutto abbastanza «normale» per gli addetti ai lavori. La stazione spaziale infatti è in attività ininterrottamente dall'anno 2000: 26 anni di onorata carriera, per cui è normale dover riparare qualche «acciacco».
La questione delle perdite è oggetto di monitoraggio da diversi anni, e in passato avrebbe anche evidenziato divergenze tra la Nasa e l'agenzia spaziale russa Roscosmos sulle modalità di intervento. «Ci auguriamo la massima collaborazione» fa sapere l'agenzia spaziale americana tramite l'addetta stampa Bethany Stevens.
Le cause esatte delle crepe non sono ancora state individuate con certezza. Tra le ipotesi prese in considerazione dagli ingegneri ci sono le possibili microfratture
strutturali sviluppate nel corso degli anni. Il problema è sotto osservazione da oltre cinque anni e rappresenta una delle principali criticità tecniche affrontate dalla stazione negli ultimi tempi.
La vicenda potrebbe mettere in discussione il futuro della Iss. L'avamposto orbitale, frutto della collaborazione internazionale tra Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada, dovrebbe restare operativo almeno fino al 2030. Negli Stati Uniti si discute però della possibilità di estenderne l'attività fino al 2032 per evitare un'interruzione della presenza umana permanente in orbita terrestre in attesa delle future stazioni spaziali commerciali.
In questo momento in orbita nella
Expedition 74 ci sono sette astronauti: Sergei Kud-Scerchkov (comandante, Russia), Chris Williams (Usa), Sergei Mikaev (Russia), Jessica Meir (Usa), Jack Hathaway (Usa), Sophie Adenot (Francia) e Andrei Fedyaev (Russia).