"Matteo è molto soddisfatto di come stiano andando le cose", fanno sapere dalla Lega. Il Carroccio sembra essere sulla strada giusta, la leadership di Salvini è rinsaldata.
Il segretario non è in discussione, nonostante in Veneto sia comparso qualche altro striscione che chiede al capitano di fare un passo indietro. E se una parte di Veneto rema contro Salvini, Milano lo ha indicato come futuro candidato sindaco. "Le primarie sono state un bellissimo momento di ascolto e di democrazia: in due giornate fra le più calde dell'anno avere 10.000 persone che sono venute a dire la loro è importante, che in più di 5.000 hanno scritto Salvini per me è motivo di orgoglio. Io sto facendo il ministro, conto di fare il ministro", afferma il segretario della Lega.
"Mentre altri decidono nelle stanze chiuse dei palazzi, la Lega come sua abitudine è scesa nelle piazze per dare la parola ai milanesi, dimostrando ancora una volta che il movimento è fatto dai cittadini che devono essere i veri protagonisti del futuro della città", sottolinea il consigliere comunale Samuele Piscina per nulla intimorito dalle uscite di Roberto Vannacci che ha già annunciato che a Milano presenterà un candidato sindaco di Futuro Nazionale.
"Buona fortuna", è il commento lapidario che arriva dai leghisti che spingono per delle primarie comuni nel centrodestra. Una proposta rispedita al mittente da Fratelli d'Italia. Carlo Fidanza non fa giri di parole: "Noi non abbiamo mai fatto le primarie e riteniamo che il tavolo dei partiti della coalizione sia assolutamente in grado di fare la scelta migliore". Nel merito anche il presidente de Senato Ignazio La Russa che ha sottolineato come la gente voglia candidati politici. "L'auspicio è che adesso il centrodestra si velocizzi nell'indicare il nome del candidato sindaco", dice Silvia Sardone, la più votata dopo Salvini. È lei la candidata indicata come più idonea ad indossare la fascia tricolore dallo stesso segretario. "Io sto bene dove sto" (al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ndr) dice Salvini, nonostante il partito insista per un suo ritorno al Viminale. "È l'unico modo per comunicare ai cittadini i risultati ottenuti sul tema della sicurezza" ribadisce il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Dopo giorni di tensioni ieri sera si è riunito il tavolo dei territori, voluto dallo stesso Salvini per trovare una sintesi dopo i malumori nel partito. Riuniti in collegamento Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, i ministri e tutti i rappresentanti della Lega da nord a sud. "È un tavolo importante, non ci sono situazioni interne. C'è un assestamento di bilancio con miliardi da investire, c'è il Piano a Casa in corso, ci sono piccolissimi problemi di discussione con la più grande potenza al mondo che sono gli Stati Uniti d'America, c'è il tema sicurezza, c'è l'autonomia, ci sono Comuni e Regioni che giustamente sono arrabbiate con l'Europa che vuole tagliare fondi all'agricoltura e fondi di Coesione.
Quindi temi di discussione su cui sindaci, presidenti provincia e governatori discutono. Non mi appassionano le beghe giornalistiche", glissa Salvini a chi chiede conto del tavolo che, per molti, è sembrato un regolamento di conti. Anche se così non è.