Il fronte più insidioso attraversa i corridoi del potere di Kiev, dove le smentite ufficiali servono sempre meno a nascondere una realtà che appare ormai scritta. Per il comandante Oleksandr Syrskyi il tempo si sta esaurendo: al netto dei comunicati dello Stato maggiore, che negano un licenziamento imminente ricordando come solo un decreto presidenziale possa rimuoverlo, il suo destino è segnato. I giorni, se non addirittura le ore, della sua permanenza al vertice delle forze armate sono contati: il generale Mykhailo Drapaty è pronto a sostituirlo.
Al centro resta il braccio di ferro tra Syrskyi e Fedorov, una frattura che Zelensky non è riuscito a ricomporre e che sta per produrre il più importante riassetto dei vertici militari dall'inizio del conflitto. Il leader di Kiev continua a consultare generali e consiglieri nel tentativo di superare l'impasse apertasi dopo l'uscita di Fedorov dal Ministero della Difesa. Al dirigente sarebbe stato proposto un ruolo di primo piano nel Consiglio di sicurezza nazionale, con deleghe all'innovazione militare e all'industria della difesa, offerta che avrebbe respinto chiedendo di tornare alla guida del dicastero, da ieri ricoperto da Yevheniy Khmara. Alla radice dello stallo resta il conflitto personale con Syrskyi. Lo stesso Fedorov ha confermato di aver suggerito in passato la sostituzione del comandante con Andriy Hnatov, costringendo Zelensky a una difficile opera di mediazione. In serata Syrskyi ha tentato un gesto distensivo: "Mi scuso con Fedorov. Posso essere duro, ma invito lui e tutti a concentrarsi non sulle questioni personali, bensì su quelle più importanti". Un ramoscello d'ulivo che arriva troppo tardi. Quando un comandante è costretto a chiedere scusa in pubblico, spesso significa che la battaglia decisiva si combatte nelle stanze del potere.
Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l'espulsione dell'Addetto alla Difesa aggiunto Vittorio Parrella e l'Addetto dell'Ambasciata d'Italia in Russia Davide D'Aprile da Mosca una ritorsione alla decisione dell'Italia di allontanare, il 9 luglio, due ufficiali russi (Gorbachev e Astakhov) sorpresi a svolgere attività di spionaggio contro la sicurezza nazionale. La portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova ha definito il provvedimento "misura reciproca", ma il Cremlino ha ribadito che la Russia resta aperta al dialogo con i paesi Ue. Zelensky ha avuto il primo colloquio con il nuovo premier britannico Andy Burnham, che ha confermato il sostegno a Kiev, mentre la von der Leyen ha ribadito al premier ucraino Koretskyi il sostegno dell'Ue al percorso di adesione e alla cooperazione nel settore della difesa attraverso il "Drone Deal".
Nella notte l'Ucraina ha colpito la regione di Mosca con 400 droni, prendendo di mira obiettivi logistici e depositi di carburante a 400 km dal confine. Kiev rivendica inoltre danni a due petroliere della flotta ombra e a quattro navi mercantili nel Mar Nero. Mosca ha risposto con nuovi raid contro i porti ucraini, colpendo infrastrutture militari a Chornomorsk, causando vittime e danneggiando magazzini Unicef. Altri attacchi hanno colpito Odessa, Kramatorsk e Zaporizhzhia. Per un totale di circa 20 morti.
Il Cremlino accusa Kiev di puntare contro infrastrutture energetiche e navi civili, mentre sale a 10 il bilancio delle vittime dell'attacco alla nave cargo della Guinea Bissau. Le autorità russe denunciano infine 5 morti in un raid contro un autobus nel Belgorod.
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