In Ue zone rosso scuro e limiti agli spostamenti

Le nuove varianti di Covid, che sembrano ben più ostiche di quella inglese, a partire dalla variante brasiliana, spaventano l'intera Europa.

Le nuove varianti di Covid, che sembrano ben più ostiche di quella inglese, a partire dalla variante brasiliana, spaventano l'intera Europa. I Paesi pensano a misure più rigide per difendersi. A spingere per limitare la mobilità tra le nazioni e cominciare controlli ai confini è la cancelliera Angela Merkel, che sprona tutta Europa a bloccare gli spostamenti tra uno stato e l'altro. Incassa il sostegno dell'Austria ma la Commissione europea indica che «la chiusura a tappeto delle frontiere non ha senso». E ieri in serata il Consiglio Ue ha scelto di non bloccare del tutto i viaggi all'interno delle frontiere dell'Ue: per farlo gli Stati dovranno riconoscere reciprocamente i risultati dei tamponi anti Covid avvalendosi di test rapidi. Tuttavia, per contenere gli spostamenti, il certificato di vaccinazione per ora non avrà valore di passaporto vaccinale e non sarà un lasciapassare per viaggiare liberamente in Europa. In arrivo invece limitazioni ai viaggi non essenziali internazionali.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rassicurato sull'approvvigionamento dei vaccini, ma ha parlato di diverse aree dell'Ue in base alla circolazione più o meno forte del virus piuttosto che a chiusure delle frontiere interne da un Paese all'altro dell'Unione: «Ci sono zone rosso scuro dove la circolazione del virus è molto alta e crediamo che per queste zone serviranno delle restrizioni di viaggio forti che possono essere test e quarantena». In pratica non si distinguerebbe per Paese, ma per area di rischio, anche se ogni Paese rimarrebbe libero di decidere. Von der Leyen ha accennato alla chiusura dei confini esterni dell'Ue da aree a rischio per coloro che non hanno test negativo e vaccino. Ogni decisione è rinviata a lunedì prossimo.

La situazione è preoccupante ovunque e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc, nel nuovo report Rapid risk assessment, parla di rischio alto, fissando una priorità: «Controllare la diffusione e l'impatto delle varianti emergenti a maggiore trasmissibilità». Come fare? Servono più tamponi e un tracciamento dei casi capillare, impresa non sempre facile. In Francia ad esempio sembra si stia diffondendo una variante sconosciuta con focolai così rapidi da non poter essere tracciati. Gli Stati membri saranno tenuti anche ad aumentare il numero dei laboratori per elaborare i test. E ovviamente, una volta appurato che le forniture di fiale anti Covid arriveranno regolarmente, dovranno anche accelerare la vaccinazione dei gruppi ad alto rischio come gli anziani e gli operatori sanitari.

E poi c'è il capitolo sanità: «Gli stati membri dovrebbero preparare i sistemi sanitari per la forte domanda che potrebbe determinarsi a causa della maggiore trasmissibilità delle nuove varianti». Un piano di emergenza che prepara tutti al livello di rischio più alto. Anche perché va tenuto conto che, se dovessero arrivare nuove versioni del virus come quella brasiliana, allora a rischio sopravvivenza sarebbero anche i giovani. In Germania, dove il lockdown è stato prolungato fino alla metà di febbraio, la Merkel usa tutte le armi che ha a disposizione e si è detta perfino pronta ad appoggiare il vaccino russo se l'agenzia del farmaco europea dovesse pronunciarsi a favore. Intanto nei lander è stata incrementata la produzione di mascherine specifiche Ffp2 per far fronte agli obblighi imposti dal governo. Anche in Francia il ministro alla Salute ha sconsigliato l'uso delle mascherine di stoffa, troppo approssimative per difendersi dalle nuove declinazioni di Covid. E così potrebbe avvenire ovunque, come caldeggiato dagli infettivologi. Compresi quelli italiani.

«La mascherina migliore da indossare è la Ffp2, che già molti usano» ribadisce Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova.

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