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"Potresti essere tu": il caso Garlasco in scena agli Arcimboldi

Il Dubbio personificato in una serie di monologhi del giornalista Brindisi, sul palco anche ospiti

"Potresti essere tu": il caso Garlasco in scena agli Arcimboldi
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"Oltre ogni ragionevole dubbio". È attorno a questa formula che si consumano i destini giudiziari di tanti individui. Ed è sempre questa formula a (dover) essere un cardine della nostra civiltà. C'è una soglia che va sorpassata a colpi di prove per poter arrivare alla condanna di una persona. È attorno alla necessità e al potere salvifico del dubbio che Giuseppe Brindisi, celebre giornalista e conduttore televisivo noto per il programma "Zona Bianca" su Rete 4 (al ritorno dal 17 giugno prossimo ogni mercoledì sulla stessa rete Mediaset), ha pensato di portare in teatro il Caso Garlasco, quello relativo all'omicidio di Chiara Poggi che da anni coinvolge e, si potrebbe dire, letteralmente ipnotizza gli italiani.

"Non l'ennesimo caso di cronaca nera", è il parere di Brindisi che con "Potresti essere tu Il caso Garlasco" - va in scena al Teatro Arcimboldi domani. Non da solo: con lui, sul palco, intervengono come ospiti il giornalista e scrittore Umberto Brindani, l'avvocato penalista Antonio De Rensis e il giornalista investigativo Alessandro De Giuseppe. "Il tentativo esplicito spiega il giornalista - è quello di andare oltre la cronaca. E anzi ritengo che l'attenzione che gli italiani hanno per questo caso sia dovuto solo in parte al naturale interesse per le storie noir, o alla morbosità. La gente percepisce il nodo giudiziario della vicenda. Sullo sfondo, in modo evidente, c'è la paura che ciò che sia avvenuto a Alberto Stasi, e che potrebbe avvenire con Andrea Sempio, dunque una condanna basata su indizi e non su prove, potrebbe accadere anche a chiunque di noi. Stasi è stato condannato in base ai famosi sette indizi. Un processo indiziario è comunque anche quello che vede coinvolto, nella seconda inchiesta, Andrea Sempio. La formula oltre ogni ragionevole dubbio dovrebbe valere anche per lui".

Lo spettacolo atteso agli Arcimboldi ha però precisi limiti cronologici e una costruzione particolare: "Ho sentito l'esigenza di entrare nel tema della sentenza del primo processo, e solo di quello. Quella prima storia è stata spesso raccontata in tv in un modo sbagliato e strumentale spiega Giuseppe Brindisi Io affronto una serie di monologhi, nei quali allegoricamente impersono il Dubbio. Alla fine di ogni monologo, gli ospiti in scena intervengono con le loro analisi".

Se poi la verità sul Caso Garlasco sia vicina o meno, con esperienza di cronista Giuseppe Brindisi afferma: "La verità potrebbe essere vicina, ma fatica a emergere perché sono passati molti anni dai fatti: le prove sono scomparse, altre cose sono difficili da provare. Non ci sarà mai la classica pistola fumante. Ammesso e non concesso che sia colpevole dell'omicidio di Chiara Poggi, e io personalmente non lo credo, Stasi non è stato condannato oltre ogni ragionevole dubbio".

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