"Un passo importante per il futuro dell'Italia: abbiamo posto le basi affinché il Paese possa affrontare le prossime sfide energetiche con indipendenza, sicurezza e sostenibilità". Con queste parole, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha commentato l'approvazione della Camera del disegno di legge delega sul nucleare, intervenendo in videocollegamento all'incontro organizzato a Roma da Il Tempo dal titolo Energia, la sfida - Canali di approvvigionamento, ricalibratura del mix di fonti energetiche, istanze di risparmio dei consumatori. Quali risposte, a cui hanno partecipato anche Stefano Ballista, Amministratore Delegato Enilive, Andrea Porchera, Responsabile Relazioni Istituzionali e Comunicazione Renexia, e rappresentanti di Enel.
Il ministro, intervistato dal direttore Daniele Capezzone, sulle tempistiche dell'iter parlamentare e su quelle che porteranno all'effettiva realizzazione dei primi impianti, ha fornito indicazioni piuttosto confortanti: "Contiamo di presentare i decreti attuativi in parlamento entro la fine del 2026, per arrivare a dare all'Italia un quadro giuridico entro il termine di questa legislatura. La sfida è arrivare alla seconda metà degli anni '30 pronti a iniziare la produzione". Il futuro energetico del Paese, però, passa anche da altre fonti e tecnologie, come ricordato da Ballista durante il panel, moderato dal giornalista Filippo Caleri, dedicato ai nuovi modelli di sviluppo messi a punto dalle grandi aziende del settore. "I biocarburanti ha spiegato Ballista -, settore nel quale l'Italia è leader assoluto, possono essere una risorsa formidabile e, soprattutto, già utilizzabile su trasporto pesante e leggero, al pari del diesel". Essendo costituiti "da materia prima rinnovabile al 100%", ha proseguito l'ad di Enilive, "per essere prodotte ci si può avvalere di impianti e infrastrutture già esistenti": insomma, i biocarburanti "sono una soluzione di lungo termine applicabile da subito per la riduzione dei costi e delle emissioni, capaci anche di creare una filiera sul territorio".
E sulla creazione di filiere tutte italiane si è soffermato anche Porchera, parlando dei progetti di Renexia per le piattaforme eoliche off-shore: "Il tema del mix energetico è centrale ha detto e l'eolico offshore è una soluzione più che valida: ci sono 60 miliardi di euro di investimenti per i nuovi impianti, che possono generare 30mila posti di lavoro e la nascita di una filiera nazionale, che potrebbe essere riutilizzata anche in futuro".
Stesso discorso vale per i così detti accumulatori sviluppati da Enel: "Nei prossimi anni la domanda di energia aumenterà del 40%, e le rinnovabili saranno fondamentali.
Ma non essendo programmabili, per sfruttare quell'energia a pieno ci sarà bisogno di accumulatori e batterie di stoccaggio. Per questo Enel investirà fino al 2028 oltre 53 miliardi, di cui 20 sulle rinnovabili, tra eolico e, appunto, accumulatori".