Lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire già nelle prossime ore. È questo il messaggio lanciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che parla di negoziati in fase avanzata ma accompagna l’ottimismo con un nuovo avvertimento rivolto a Teheran: “Lo Stretto di Hormuz si aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà”.
Le dichiarazioni arrivano mentre prende corpo l’ipotesi di un accordo provvisorio tra Stati Uniti, Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che avrebbe anche l’obiettivo di ripristinare la tregua tra Washington e Teheran e favorire la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano.
Trump: “Possibile un accordo oggi o domani”
Interpellato sull’indiscrezione rilanciata da Axios, secondo cui l’annuncio dell’intesa potrebbe arrivare già oggi, Trump ha affermato che “sono stati fatti molti progressi” e che un accordo “è possibile domani o dopodomani”, poco prima di imbarcarsi sull’Air Force One.
Il presidente ha quindi sostenuto che l’Iran avrebbe chiesto di riaprire il dialogo.
“Mi hanno chiamato e hanno detto: ‘Per favore, parliamone’. Vogliono parlare. La cosa buffa è che non l’avevano mai detto; dicono sempre: ‘Non trattiamo’. Ma poi chiamano, vogliono parlare, stiamo parlando”, ha affermato.
L’ipotesi dell’accordo provvisorio su Hormuz
Secondo quanto riferito da Axios, citando due fonti regionali e un funzionario americano, Washington, Teheran e l’Oman sarebbero vicini a un’intesa temporanea della durata di 60 giorni, eventualmente prorogabile.
L’accordo avrebbe l’obiettivo di ripristinare la tregua tra Stati Uniti e Iran e creare le condizioni per la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano.
Tra i punti dell’intesa figurerebbe una nuova organizzazione del traffico navale nello Stretto di Hormuz: le navi dirette verso il Golfo Persico transiterebbero lungo una rotta settentrionale attraverso le acque iraniane, mentre quelle in uscita seguirebbero una rotta meridionale nelle acque territoriali dell’Oman, in coordinamento con Teheran.
Il piano prevederebbe inoltre la bonifica della corsia centrale dello stretto dalle mine navali entro 30 giorni. Una volta completata l’operazione, la corsia centrale verrebbe utilizzata per il traffico in entrata e in uscita secondo i termini di un futuro accordo permanente tra Oman e Iran.
La linea dura sul nucleare
Parallelamente ai negoziati, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti non intendono arretrare sul programma nucleare iraniano.
“L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ha assicurato il presidente durante un’intervista a Fox News.
Ripercorrendo le fasi della trattativa, Trump ha inoltre dichiarato: “Eravamo ormai prossimi a un attacco enorme, il più grande dalla Seconda guerra mondiale. Poi mi hanno chiamato e hanno detto, molto cortesemente: ‘Possiamo parlarne? Possiamo parlarne?’. E io ho risposto: ‘Sì, possiamo parlarne. Chiudiamo la questione. Finalmente, chiudiamola”.
Trump ha infine sostenuto che la questione si trascina da oltre cinquant’anni, ha rivendicato il proprio operato e ha ribadito che “l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.
