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Guerra

Iran e Oman raggiungono l’accordo sullo Stretto di Hormuz

Washington, Teheran e Oman lavorano a un’intesa provvisoria di 60 giorni con nuove rotte navali e bonifica delle mine, ma l’Iran frena sulle minacce Usa

(FILES) Vessels are seen anchored in the Strait of Hormuz, off the port city of Khasab on Oman's northern Musandam Peninsula on May 17, 2026. For 115 days, captain Mohammad Shafiqul Islam was stranded in the high seas of the Gulf, watching missiles light up the night sky and rationing food and water for his crew. "I tried to stay calm because I was responsible for 31 lives, a ship worth $40 million and cargo valued at $8.2 million," the 51-year-old Bangladeshi mariner told AFP, back home after the ordeal. (Photo by AFP) /

Lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire già nelle prossime ore. È questo il messaggio lanciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che parla di negoziati in fase avanzata ma accompagna l’ottimismo con un nuovo avvertimento rivolto a Teheran: “Lo Stretto di Hormuz si aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà”.

Le dichiarazioni arrivano mentre prende corpo l’ipotesi di un accordo provvisorio tra Stati Uniti, Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che avrebbe anche l’obiettivo di ripristinare la tregua tra Washington e Teheran e favorire la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano.

Più cauta la posizione del viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi che ha spiegato come un nuovo accordo tra Iran e Oman sia “sul punto di essere finalizzato”. Gharibabadi ha spiegato che Teheran e Muscat hanno raggiunto un’intesa di principio su quasi tutti gli aspetti, compresa la definizione delle rotte di ingresso e uscita per il traffico marittimo. Per Gharibabadi, il nuovo corridoio potrebbe essere operativo per un periodo compreso “tra due e quattro mesi” e rappresenterebbe un “nuovo modello di gestione” dello Stretto, diverso da quello utilizzato negli ultimi 60 anni e adattato alle attuali condizioni di sicurezza. Il viceministro ha precisato che l’intesa dovrà essere raggiunta esclusivamente tra Iran e Oman e che Teheran non riconosce un ruolo ad altri Paesi nel processo. Tra le condizioni indicate dall’Iran per la riapertura dello Stretto vi sarebbe anche il ritorno degli Stati Uniti agli impegni previsti dal memorandum di Islamabad, pur non considerato da solo sufficiente.

Trump: “Possibile un accordo oggi o domani”

Interpellato sull’indiscrezione rilanciata da Axios, secondo cui l’annuncio dell’intesa potrebbe arrivare già oggi, Trump aveva affermato che “sono stati fatti molti progressi” e che un accordo “è possibile domani o dopodomani”, poco prima di imbarcarsi sull’Air Force One.

Il presidente ha quindi sostenuto che l’Iran avrebbe chiesto di riaprire il dialogo. “Mi hanno chiamato e hanno detto: ‘Per favore, parliamone’. Vogliono parlare. La cosa buffa è che non l’avevano mai detto; dicono sempre: ‘Non trattiamo’. Ma poi chiamano, vogliono parlare, stiamo parlando”, ha affermato.

L’ipotesi dell’accordo provvisorio su Hormuz

Secondo quanto riferito da Axios, citando due fonti regionali e un funzionario americano, Washington, Teheran e l’Oman sarebbero vicini a un’intesa temporanea della durata di 60 giorni, eventualmente prorogabile.

L’accordo avrebbe l’obiettivo di ripristinare la tregua tra Stati Uniti e Iran e creare le condizioni per la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano.

Tra i punti dell’intesa figurerebbe una nuova organizzazione del traffico navale nello Stretto di Hormuz: le navi dirette verso il Golfo Persico transiterebbero lungo una rotta settentrionale attraverso le acque iraniane, mentre quelle in uscita seguirebbero una rotta meridionale nelle acque territoriali dell’Oman, in coordinamento con Teheran.

Il piano prevederebbe inoltre la bonifica della corsia centrale dello stretto dalle mine navali entro 30 giorni. Una volta completata l’operazione, la corsia centrale verrebbe utilizzata per il traffico in entrata e in uscita secondo i termini di un futuro accordo permanente tra Oman e Iran.

Fonte Teheran: “Nessun accordo sotto minaccia Usa”

Secondo Sepah News, “Il ritardo nel raggiungimento di un accordo con l’Oman sullo Stretto di Hormuz è dovuto principalmente all’interferenza Usa e le minacce di Trump’’, sottolineando che ‘’finché persisteranno le interferenze e le minacce di un attacco militare contro l’Iran, l’accordo rimarrà bloccato”.

La linea dura sul nucleare

Parallelamente ai negoziati, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti non intendono arretrare sul programma nucleare iraniano.

“L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ha assicurato il presidente durante un’intervista a Fox News.

Ripercorrendo le fasi della trattativa, Trump ha inoltre dichiarato: “Eravamo ormai prossimi a un attacco enorme, il più grande dalla Seconda guerra mondiale. Poi mi hanno chiamato e hanno detto, molto cortesemente: ‘Possiamo parlarne? Possiamo parlarne?’. E io ho risposto: ‘Sì, possiamo parlarne. Chiudiamo la questione. Finalmente, chiudiamola”.

Trump ha infine sostenuto che la questione si trascina da oltre cinquant’anni, ha rivendicato il proprio operato e ha ribadito che “l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.

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