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Retrogusto

Piccolo Ronin, l’izakaya nel cuore di Chinatown

Nuova proposta estiva per il locale al piano terra della palazzina milanese ricca di insegne legate all’Oriente, tutte di grande successo. Il menu prevede degli antipasti, una piccola carta di sushi e sashimi, dei bun, il Wagyu Burger e l’ottimo Gyudon, una ciotola di riso con fettine di manzo. E con la bella stagione apre anche lo spazio esterno con una copertura “cabriolet”

piccolo ronin

Con l’estate cambia volto il menu di Piccolo Ronin, l’izakaya e listening bar ospitato al piano terra del palazzetto liberty di Ronin, affacciato su piazza Morselli nel cuore di Chinatown, a Milano. Un aggiornamento che segue la stagione e punta su ingredienti freschi, preparazioni leggere e una formula che resta fedele all’identità del locale: cucina giapponese informale, piatti da condividere e un’atmosfera rilassata che accompagna dall’aperitivo fino a tarda sera.

La nuova proposta gastronomica si muove nel solco dello street food giapponese, arricchendolo con prodotti estivi e nuovi accostamenti. Il principio resta quello della condivisione, con una cucina che privilegia semplicità e precisione, senza eccessi né inutili complicazioni.

Il menu è organizzato in sezioni non rigide. Gli antipasti includono l’Insalata di kimchi e cetrioli, certi gyoza di carciofi davvero notevoli (e con un tocco romano), il Karaage, un pollo fritto con salsa taro taro e jalapeno e la Tempura di asparagi. Stringata la proposta di sushi e sashimi (Nigiri di tonno o salmone, Sashimi di ricciola, Chirashi di branzino), poi c’è il Wagyu burger, il Tomato sando con cotoletta di pomodoro, alici, maionese sarada e insalata lollo, i Bun di guancia o di gambero e, tra i piatti principali, l’Anguilla kabayaki, il Gyudon, una ciotola di riso con fettine di manzo, bieta e salsa ponzu, e il Black cod con i fagiolini. Dolci non particolarmente originali, ma l’assortimento di mochi è piacevole.

La proposta ha un approccio contemporaneo che guarda più alla convivialità che alla ritualità della cucina tradizionale. Il risultato è un menu versatile, adatto tanto a una cena completa quanto a un aperitivo prolungato tra amici.

L’estate porta con sé anche un’importante novità negli spazi esterni. Il dehors è stato completamente rinnovato e oggi accoglie gli ospiti sotto una grande copertura “cabriolet”, progettata per garantire comfort anche durante le serate più calde grazie a un sistema di ventilazione integrato, anche se qualche zanzara c’è. Il tutto si sviluppa intorno a una grande magnolia giapponese che domina la piazzetta, creando un ambiente raccolto dove convivono tavoli destinati alla cena e salotti pensati per cocktail e aperitivi.

Anche la carta dei drink segue la filosofia del locale, con cocktail classici riletti attraverso ingredienti di ispirazione giapponese. È il caso del Negroni preparato con il sake, del Moscow Mule realizzato con vodka allo zenzero o dello Spritz aromatizzato al tè al gelsomino. Proposte che accompagnano la cucina senza sovrastarla e contribuiscono a definire l’identità del locale.

Piccolo Ronin, però, non vive soltanto di cibo e mixology. Una delle sue caratteristiche distintive è infatti quella di essere anche un listening bar, dove la musica viene proposta attraverso un impianto hi-fi vintage Klipsch e una selezione di dischi in vinile. Un dettaglio che non rappresenta un semplice elemento d’arredo, ma contribuisce a costruire un’esperienza in cui cucina, cocktail e colonna sonora procedono sullo stesso piano.

Il risultato è uno spazio che negli ultimi anni si è affermato come la parte più giovane e informale del palazzetto di Chinatown che vive anche di altri outlet tutti molto diversi tra loro: Ronin Robata al primo piano, l’omakase Hatsune Ronin e il bar Madame Cheng’s al secondo (dove ci sono anche delle richiestissime sale karaoke), il club Ronin Arcade al terzo.

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