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Ma cosa dice Schlein, i poliziotti sono stufi e Mancini: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: lo psicodramma della Nazionale, le violenze No Tav e i salari

Quel malumore nel Pd contro la Schlein. "Ora servono risposte"

- E se i poliziotti decidessero di fermarsi? Di non operare più? Di non difendere l’ordine pubblico?
Non lo affermiamo solo come ipotesi di scuola. Riportiamo alcuni ragionamenti che serpeggiano tra le squadre di operatori delle forze dell’ordine dopo gli scontri in Val di Susa, dopo i circa 130 feriti, dopo le bombe carta, le molotov piene di benzina, il rischio di lasciarci le penne. “Molti mi hanno chiesto – ci ha spiegato un agente, di cui non riveleremo l’identità neanche sotto tortura – di cominciare a dire, in qualche modo, che è arrivato il momento di fermarci, di smettere di intervenire, di alzare bandiera bianca”. Non lo faranno mai, ne siamo certi: conosciamo il senso del dovere di chi indossa la divisa. Ma il fatto che anche un solo agente sia stato sfiorato dal dubbio dà il senso di quanto sia seria la situazione. Volete un numero? Nelle ultime tre grandi manifestazioni finite in scontri seri – corteo per Askatasuna, corteo per Fakir e No Tav – si sono registrati oltre 250 feriti tra le forze dell’ordine, poco o niente tra i manifestanti e una manciata di arrestati. “Siamo vicini al tracollo – ci ha spiegato l’operatore – perché la prossima volta si rischia seriamente il morto. E allora ci saranno i funerali di Stato, le bandiere sulla bara, il risarcimento alla famiglia. Ma noi poi a lavorare non ci andiamo più”. E guardate che qui si lega tutto. Si lega l’assedio mediatico dopo l’inseguimento dei carabinieri finito con la morte di Ramy. Si lega il caso di Bologna, con gli agenti crocifissi prima ancora del processo. Si lega alle violenze dei No Tav, organizzate e scientifiche. Abbiamo detto: cercavano il morto. E lo sanno anche i poliziotti, che per questo sono preoccupati e stufi. Ho visto questo video di Elly Schlein. Guardatelo, poi ne parliamo.

- Due domande per Elly Schlein. Primo: ma era proprio così difficile, in oltre due minuti di intervento, peraltro quello scelto da lei stessa da mettere sui social, non citare mai le parole “islamista” e “sostenitore dell’Isis”? Immaginiamo che, se fosse stato un neofascista sostenitore dell’Afd, non avrebbe avuto problemi a dirlo chiaramente. Secondo: ma che c’entra Valditara con tutto questo? Cioè: un tizio si scaglia con un van contro il Pride di Berlino e noi, per combattere l’odio, dovremmo fermare il ddl Valditara perché “limita l’educazione al rispetto, alle differenze e all’affettività”? Peraltro forse la leader del Pd si è persa un passaggio: Abdul, l’attentatore di Berlino, hanno provato eccome ad educarlo al rispetto e all’affettività. Poco prima di uccidere e seminare feriti, il terrorista avrebbe dovuto presentarsi al terzo colloquio con gli esperti del Violence Prevention Network. Nonostante ne conoscessero la propensione ai reati, nonostante si fosse radicalizzato, nonostante fosse classificato come capace di commettere atti di violenza politica, nonostante avesse cercato di unirsi allo Stato Islamico, invece di tenerlo in carcere gli hanno fatto fare dei colloqui per avviare un percorso di deradicalizzazione. Ddl Valditara o meno, che in Germania non esiste, mi sa che “la prevenzione” e “l’educazione” non hanno funzionato granché.

- Sono giorni che leggo le seguenti interessanti discussioni, tutte basate sul solito concetto: bisogna aumentare i salari. Giustissimo. Viva la contrattazione. Ma mi spiegate bene come li alziamo, se il Paese cresce allo zero virgola? Qui il punto non può essere chiedere alle aziende di fare di più, ma pretendere che lo Stato faccia di meno. Che butti via meno soldi in cose inutili per tagliare davvero il cuneo fiscale e permettere aumenti di stipendio totalmente detassati. Lo sapete che, se oggi prendo 100 euro e domani l’imprenditore fosse disposto a darmene 150, questi sarebbe costretto a spenderne 200? Facciamo così: chiediamo alle aziende di alzare i salari ai collaboratori che lo meritano, ma il Fisco tenga giù le mani da quegli aumenti. Sennò è troppo facile fare i populisti con i bilanci degli altri.

- Oggi leggo che, secondo Repubblica, la crisi dell’auto tedesca non è dovuta alla forzata transizione verde verso l’elettrico, il cui impatto sull’ambiente è più ipotetico che reale, ma al fatto che… le aziende europee non si siano adeguate in tempo. Sta tutto qui, il problema. Non capire che, per rincorrere l’elettrificazione a tutti i costi, abbiamo distrutto un modello produttivo in cui la facevamo da padroni. E non venitemi a dire che “è il mercato a scegliere l’elettrico”. Intanto: non è vero. E poi la verità è che quel mercato l’abbiamo drogato con anni di bombardamenti mediatici anti-auto a combustione interna, targhe alterne, Ztl, diesel assassino, benzina che distrugge la tartarughina innocente.

- Leggo questo titolo: “Onde violente trascinano un ragazzo sott’acqua: il video dell’eroico salvataggio del bagnino”. Ok, ma il bagnino sta lì per questo, no? Perché eroico?

- Conferenza stampa di Roberto Mancini. Tutto bello. Tutto perfetto. Però un dubbio ce l’ho: abbiamo silurato Pirlo perché faceva affari coi russi, mentre il Mancio, che è andato in Arabia, da Bin Salman, non proprio uno stinco di santo, tutto bene. Normale?

- Mancini ha detto una cosa vera: bisogna sperare di trovare un centravanti come Ciro Immobile, che è stato un grande attaccante. Tutti a denigrare Ciro, ma chi gioca in attacco deve fare gol e lui li faceva. Quelli che son venuti dopo… vabbè, non ne parliamo.

- Mi piace l’idea di un’accelerazione sul riconoscimento facciale? Non lo so. Però mi fa un po’ ridere che l’opposizione, dopo aver accusato il governo di non aver fermato i Black Bloc della Tav in modo tempestivo, si opponga a uno strumento utile allo scopo. Solo a me sembra un discorso schizofrenico?

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