Nel giorno della presentazione sono arrivate persino le scuse. Il neo ct della Nazionale le ha pronunciate senza mezzi termini, quasi volesse togliersi subito un fastidioso sasso dalla scarpa: “Sono dispiaciuto per quanto accaduto tre anni fa, ora posso rifarmi”.
Già, ma cos’era successo tre anni fa? Con una Pec mandata da un’isola greca Roberto Mancini si dimise dalla Nazionale e, pochi giorni dopo, se ne andò ad allenare l’Arabia Saudita. “Scelta personale”, disse, ovviamente dettata anche dai soldi (si parlò all’epoca di circa 25 milioni a stagione a fronte dei quattro che prendeva in Italia). La panchina fu affidata in fretta e furia a Luciano Spalletti, fresco dello scudetto vinto con il Napoli. Il resto è storia recente. L’Italia, nel frattempo passata da Spalletti a Gattuso, è rimasta fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva. Ora, a rimettere insieme i cocci del calcio tricolore è stato chiamato ancora una volta lui, Mancini. Che come prima cosa dice di essere dispiaciuto. Non avrebbe potuto essere altrimenti. Nel senso che se non avesse detto nulla lo avrebbero crocifisso. Così, invece, magari potranno dire che sono scuse ipocrite e di circostanza, ma almeno le ha dette. Ha chiuso il cerchio e si riparte. Con la speranza di portare l’Italia più avanti possibile nel calcio che conta.
“Pentito dell’addio di tre anni fa”
“Volevo levarvi un po’ di fatica e anticiparvi sulla mia vicenda di tre anni fa. Credo che allora ci fu una mancanza di comunicazione con il presidente Gravina e se ci fossimo parlati a quattr’occhi sarebbe cambiato tutto”. Lo ha detto Mancini nel corso della conferenza stampa di presentazione nella sede della Figc a Roma, tornando sulle dimissioni dalla panchina azzurra con la scelta dell’Arabia Saudita nel 2023. “Sono molto dispiaciuto, per me la maglia e la Nazionale sono importanti”, ha aggiunto. “Ho perso la donna della mia vita e ho commesso qualcosa che non andava fatto, di questo mi dispiace tanto. La sorte e il presidente Malagò mi hanno dato la possibilita’ di rifarmi e cercherò diportare l’Italia dove merita”.
“Farò giocare bene l’Italia e i tifosi mi perdoneranno”
“Cercherò di far giocare così bene la Nazionale, così che i tifosi mi perdonino”, ha detto il ct rispondendo a una domanda sull’accoglienza dei tifosi dopo il clamoroso e per certi versi traumatico divorzio nel 2023. “Come mi immagino l’accoglienza dei tifosi? Sono l’allenatore della Nazionale, capisco che quando capitano queste cose ci possono essere persone contro. Cercherò di far giocare bene la squadra. Come si cancella il 2023? Io cercherò di mettere in campo una squadra che proverà a fare quanto fatto anni fa, i giocatori ci sono e gli va data fiducia. Cercheremo di giocare bene”.
Quattro anni di contratto
“Quando sono arrivato sono stato cinque anni, sono tanti e stavo benissimo. Era il mio ruolo preferito. In quattro anni - afferma Mancini - spero di poter vincere un trofeo importante o anche due, e spero di rimanere anche dopo”.
Ranieri: “Coronamento di una carriera”
“Questo incarico è solo il coronamento di una carriera, non credevo potesse accadere. Sono molto orgoglioso, so che ci sarà da lavorare tantissimo, ma la mia carriera da allenatore credo la dica lunga, è un compito arduo. Mi preme tantissimo fare innamorare i tifosi italiani della nazionale di calcio e permettere ai bambini di far vedere la nazionale ai mondiali di calcio che non hanno mai visto”, ha detto il nuovo dt della Nazionale Claudio Ranieri in conferenza stampa. “Io voglio capire bene come funziona il settore giovanile e scolastico non possiamo permetterci che i bambini sono presi da altri giochi, dai videogiochi, dai telefonini, dobbiamo cercare di abbassare i prezzi. Le nazionali giovanili stano lavorando bene, è l’ultimo salto che è difficile, bisogna capire cosa fare e come fare per permettere al ct di poter scegliere. Siamo bravi tatticamente - ha aggiunto - all’estero la tattica non viene così esasperata come noi, dobbiamo tornare a sviluppare la tattica individuale”.
Non poteva mancare un accenno al no a Gabriele Gravina dello scorso anno quando gli venne proposto di diventare il ct della Nazionale post Spalletti. “Ogni volta che prendo una decisione con il cuore non mi pento mai, ed è andata così anche in quell’occasione. Non potevo interrompere il contratto con la mia squadra del cuore - ha aggiunto - si sarebbero creati dei conflitti d’interesse notevolissimi nel nostro Paese. A malincuore fui costretto a dire di no”.