Cambio generazionale a "Suburra". I giovani puntano ai soldi del Giubileo

Parte la terza stagione di una storia seguita in 190 paesi del mondo

È una di quelle serie così reali che la realtà pare una fiction. Da domani è disponibile su Netflix la terza stagione di Suburra, il crime thriller ispirato ai volumi di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini che racconta quel «mondo di mezzo» romano che ha riempito le cronache nere e giudiziarie. Mentre in Vaticano impazza lo scandalo finanziario del cardinale Becciu e fioccano le sentenze su Mafia Capitale, l'ultimo capitolo della serie si infila negli intrugli per accaparrarsi la pioggia di soldi in arrivo per il Giubileo. Insomma, se siete stanchi di sentire parlare di Covid e avete voglia di robe brutte che però non vi contagino (si spera), è il momento di godersi Suburra che assicura un finale alquanto sorprendente.

Ritroviamo quasi tutti i personaggi cui i fan si sono affezionati, tranne Lele (che si è ucciso). Ma soprattutto assistiamo alla presa di potere definitiva delle seconde leve che hanno passato le precedenti stagioni a smarcarsi dalle loro famiglie (di sangue in tutti i sensi). Aureliano (Alessandro Borghi) e Spadino (Giacomo Ferrara) sfidano il potentissimo Samurai (Francesco Acquaroli). Nel contempo, le loro donne, Nadia (Federica Sabatini) e Angelica (Carlotta Antonelli) conquistano posizioni sempre più rilevanti in un mondo prettamente maschile. Invece Ciniglia (Filippo Nigro), il politico corrotto, scende sempre più negli inferi della malavita. C'è chi critica la serie (la prima originale italiana di Netflix che, oltre all'Italia, è vista in 190 paesi) perché mostra solo il lato negativo di Roma. «Ma noi non creiamo la realtà - risponde il produttore Riccardo Tozzi di Cattleya -. Ce la troviamo. E comunque gli spettatori amano la serie perché si affezionano ai personaggi, non perché rispecchia la realtà». Ma non tutto è odio, orrore e delinquenza. Ci sono anche rapporti di amore e amicizia, benché tra persone impregnate di crimine. «In molti mi chiedono se io e Spadino ci fidanziamo - scherza Borghi in conferenza stampa virtuale - In realtà lo facciamo, perché l'affetto tra due persone prescinde dal rapporto sessuale. In questa terza stagione abbiamo potuto sviluppare i nostri personaggi in maniera molto più approfondita». Carlotta (Angelica, moglie di Spadino) racconta invece l'evoluzione dei personaggi femminili: «Le ragazze nella fiction non vogliono il potere, ma sono costrette ad esercitarlo per poter sopravvivere e conquistarsi un ruolo. Essendo diventate donne potenti grazie ai loro uomini si prendono la loro parte».

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