Le feste "maledette" dell'Inter. Il fantasma di un Conte alla Mou

È tormentone sul futuro del tecnico. Marotta: "Spero resti". Molto dipende dal prestito in arrivo e dagli obiettivi

Le feste "maledette" dell'Inter. Il fantasma di un Conte alla Mou

Il colmo per un tifoso dell'Inter sarebbe perdere Conte proprio dopo averlo subìto e poi, accettato, apprezzato e infine addirittura amato, per conseguenza di uno scudetto che ha cancellato 11 anni di illusioni e delusioni. Già c'è chi rivede lo spettro dell'addio di Mourinho, staccatosi dall'Inter all'apice dell'avventura, ma rimasto idolo per sempre e per sempre rimpianto, nonostante i recenti capitomboli.

Un finale amaro, che potrebbe ripetersi, ed è facile immaginare che stavolta sarebbe di Lukaku l'abbraccio con lacrime che nel 2010 fu di Materazzi. Ma c'è tempo e non è detto che finirà così. C'è un contratto che allora non c'era (solo un'opzione) e se quel pezzo di carta contasse qualcosa il giorno dopo lo scudetto Marotta non dovrebbe dire alla radio «speriamo che Conte rimanga con noi», così come la sera prima Conte non avrebbe detto in tv «ci sarà tempo per parlare tutti insieme e capire la situazione».

E invece l'accordo che garantisce a Conte 13 milioni netti fino al 30 giugno del 2022 oggi non conta praticamente nulla e perciò sarà bene che allenatore e presidente si ritrovino al più presto per capire l'uno le intenzioni dell'altro. Conte è in famiglia a Torino, Zhang jr appeso a telefoni e pc in attesa dell'ok al prestito da 250 milioni di Bain Capital. Dato per scontato, non si è ancora tradotto in denaro vero sui conti correnti di Suning e da lì all'Inter, con tutto ciò che ne deriva.

Primo fra tutti, l'incontro tanto atteso non sarà cosa immediata. Prima, la proprietà deve sapere se avrà un socio e di che tipo per stilare i nuovi programmi: senza certezze, sarebbero solo parole interlocutorie da esporre a Conte e così a Marotta (quest'ultimo peraltro con l'orecchio molto più teso a casa Juventus di quanto lui stesso non dica, anche perché nel lungo distacco fisico, il rapporto col presidente pare essersi raffreddato).

Gli scenari possibili sono almeno tre: Conte resta e rinnova, Conte non resta e accetta la transazione, Conte resta e basta. Tra tutti, il terzo sembra il meno probabile. Massimo Moratti ha subito detto qual è la cosa giusta da fare: prolungare il contratto a Conte e continuare con lui, ormai dejuventinizzato. Difficile che il nuovo calcio possa offrire agli allenatori ingaggi come quello di Conte (poi però arriva il Bayern e paga 25 milioni di penale per liberare un tecnico e tutti i discorsi cadono), per cui il tecnico potrebbe anche scegliere di restare all'Inter per garantirsi altri 13 milioni. Ma con che tipo di squadra? E allora torniamo al socio che deve rifinanziare l'Inter: il denaro in entrata, servirà al mercato o solo a pagare stipendi e scadenze? L'Inter è forte, ma va rinforzata. Se per farlo fosse necessario cedere un big, non sarebbero passi in avanti garantiti e tornerebbe d'attualità il discorso comunicazione tanto caro a Conte (la vittoria come semplice possibilità e non come obiettivo) ma improponibile per Inter campione d'Italia. Il finale non è scritto: tra lo speriamo di Marotta e il vedremo di Conte, la prima mossa deve essere di Zhang. Perché non basta sventolare una bandiera dal terrazzo.

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