Il presidente del Foggia: "Riforma calcio necessaria e da fare subito"

Rivoluzione in arrivo per il calcio italiano: pronta la riforma che ridurrebbe da 100 a 60 le società professionistiche, creando due gironi di B e tre di C retrocessi al semiprofessionismo. L’intervista al presidente del Foggia Roberto Felleca

Il presidente del Foggia: "Riforma calcio necessaria e da fare subito"

Piazza storica del calcio italiano, Foggia ha vissuto un anno fa il fallimento societario, incubo per la città e per tutti i tifosi dei "satanelli". La rinascita parte dai dilettanti, dove i rossoneri allenati da Ninni Corda e del nuovo presidente Roberto Felleca si fanno valere: allo stop imposto dalla pandemia di Covid, il Foggia è secondo in classifica nel girone H della D, dietro al Bitonto. La riforma dei campionati di calcio italiano sul tavolo della Figc potrebbe ridare d’ufficio la C alla città. Abbiamo chiesto anche al presidente del Foggia Felleca cosa ne pensa del progetto che andrebbe a ridisegnare il pallone tricolore e lui ci ha risposto così: "Bisogna mettere in atto la rivoluzione dei campionati e farla il prima possibile. E non lo dico solamente perché il mio Foggia, in caso, sarebbe automaticamente ripescato in C, ma perché è una riforma sensata che aiuterebbe davvero – e molto – l’intero movimento del calcio italiano".

Presidente, le piace il progetto di riforma dei campionati italiani di calcio?
"Mi piace e sono favorevole, perché penso sia giusto ridurre il numero delle squadre professionistiche da cento a sessanta. Mi piacerebbe soprattutto se si potesse vararla fin da subito, anche se lo scenario effettivamente non è dei migliori: vediamo un po’ come andrà il consiglio direttivo in federazione il 3 di giugno..."

Quindi le piace e vorrebbe accelerare...
"Sì, sono favorevole in tutto. La riforma, anche se declassa la C al semi-professionismo, la mantiene come terza serie, andando incontro economicamente a tutti quegli imprenditori e presidenti che fanno fatica a sostenere gli oneri fiscali degli attuali contratti professionistici di Lega Pro, soprattutto in questi tempi duri causa pandemia. Ecco, per questo dico che fin da subito sarebbe bene procedere a passo spedito: visto il coronavirus, la riforma potrebbe evitare tante problematiche e tanti ricorsi che verrebbero fuori. E penso che questo sia il pensiero di tutti i presidenti. Però c’è un però…"

Dica.
"C’è bisogno di qualcuno che si sieda al tavolo, lavori e velocizzi l’iter di questa riforma per metterla in atto già a partire dal prossimo campionato. E non lo dico solamente perché il mio Foggia, in caso, sarebbe automaticamente ripescato in C, ma perché è una riforma sensata che aiuterebbe davvero – e molto – l’intero movimento del calcio italiano"

Ecco, a proposito del suo Foggia che potrebbe salire in C, guardando ancora un po’ più in là verso un futuro forse non così lontano per i rossoneri, questa nuova B a quaranta squadra divise in due gironi la convince come formula?
"Decisamente sì: mi piace come idea anche perché permette a due squadre di vincere il campionato, cosa che ovviamente spetta solo a una con il girone unico"

Foggia, si sa, è una piazza importante e calda: cosa significherebbe, dopo il recente fallimento, tornare subito in C?
"Significherebbe moltissimo per la città e i tifosi, reduci dal fallimento: poterlo dimenticare subito sarebbe una cosa fantastica. E per me sarebbe un’enorme soddisfazione dare loro, nell’anno del centenario, questa 'rinascita' e il ritorno nella categoria che è il minimo che gli compete"

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