16 febbraio 1864. È notte nell’America divisa dal conflitto fratricida tra gli Stati secessionisti e unionisti quando un marinaio di vedetta sul ponte della nave da guerra USS Housatonic scruta il mare al largo di Charleston, Carolina del Sud. Qualcosa di insolito si dirige verso il blocco. Non si tratta di una scialuppa, né di un relitto trascinato dalla corrente, ma di una piccola sagoma scura che sembra emergere appena dalla superficie dell’acqua e punta allo scafo vincendo la corrente. Deve trattarsi quasi certamente di una minaccia, ma la sagoma è troppo piccola, vicina, veloce e bassa per poter essere colpita con i cannoni a media gittata che armano il temuto sloop-of-war della US Navy. L’alzo non consente di tirare una bordata verso la sagoma oscura che, mentre l’equipaggio apre il fuoco con fucili e pistole, continua ad avvicinarsi. Pochi istanti concitati di ordini urlati e tiro di fucileria, poi l’esplosione che squarcia la fiancata della Housatonic.
Lo sloop della marina unionista cola a picco rapidamente, diventando la prima unità militare della storia affondata da un sottomarino in combattimento. Quella sagoma era nientemeno che un piccolo sommergibile confederato battezzato H.L. Hunley, protagonista di quella che fu a tutti gli effetti una missione suicida, dato che il successo dell’attacco durò appena il tempo di un razzo di segnalazione: pochi istanti dopo, il sommergibile Hunley, che portava il nome del suo inventore, scomparve nelle acque dell’Atlantico con tutto il suo equipaggio, lasciando il destino di otto uomini e una nuova arma da guerra avvolti nel mistero.
Nel pieno della guerra civile americana, la Confederazione, alla disperata ricerca di un modo per spezzare il blocco navale imposto dall’Unione ai porti del Sud, tentava di incentivare lo sviluppo di nuove armi, arrivando a promettere una ricompensa di 50.000 dollari a chi fosse riuscito ad affondare una nave nemica. Fu così che Horace Lawson Hunley, avvocato di New Orleans con la passione per l’ingegneria, decise di sviluppare un piccolo sommergibile destinato a cambiare la storia della guerra sul mare. Costruito a Mobile, in Alabama, nel luglio del 1863, e successivamente trasportato per ferrovia a Charleston, il battello sommergibile che portava il nome del suo armatore era lungo circa 12 metri e rappresentava un concentrato di ingegno e improvvisazione.
Nello spazio estremamente ridotto al suo interno, il sommergibile di appena 6.8 tonnellate, sette marinai seduti su una panca centrale, completamente impossibilitati a cambiare posizione per tutto il tempo della missione, facevano ruotare, esclusivamente con la forza delle braccia, un albero a gomiti collegato all’elica che fungeva da propulsione per un cilindro di metallo dotato di zavorre, una prodiera e una poppiera, che venivano riempite d’acqua per immergere il sommergibile e svuotate manualmente con pompe per riportarlo in superficie, e di una torretta dove il comandante poteva governare il battello utilizzando timone e piani orizzontali per controllare immersione e assetto, scrutando l’esterno da un piccolo oblò.
Ancor prima di affrontare il nemico, tuttavia, l’Hunley aveva già dimostrato quanto fosse pericoloso. Durante le prove in mare due incidenti provocarono la morte di tredici uomini, compreso lo stesso Horace Lawson Hunley, che aveva deciso di assumere personalmente il comando dopo il primo affondamento accidentale. Nonostante tutto, il sommergibile venne recuperato entrambe le volte e preparato per la sua temeraria ultima missione.
Armato di un siluro a longherone, una carica esplosiva fissata all’estremità di un lungo palo metallico che doveva essere conficcato nello scafo della nave avversaria prima di essere fatto detonare, il battello sommergibile lasciò Charleston per attaccare la Housatonic, moderna nave da guerra dell’Unione che era stata schierata a guardia del porto, sapendo di essere costretto ad avvicinarsi fino quasi a toccare lo scafo del suo bersaglio, esponendosi inevitabilmente agli effetti dell’esplosione.
L’Hunley raggiunse il lato di dritta della Housatonic, fissò la carica esplosiva e pochi istanti dopo la fece detonare. In meno di cinque minuti la nave affondò in circa nove metri d’acqua. La maggior parte dell’equipaggio riuscì a salvarsi aggrappandosi ai rottami o alle scialuppe, ma cinque uomini persero la vita. Secondo le testimonianze raccolte all’epoca, il comandante George Dixon riuscì persino a riportare l’Hunley in superficie e a lanciare un razzo di segnalazione verso la costa per comunicare il successo dell’operazione. Ma dopo, il sommergibile svanì nel buio senza mai fare ritorno.
Per oltre un secolo nessuno seppe dove fosse finito. Il relitto venne individuato soltanto nel 1995 e recuperato nel 2000 attraverso una complessa operazione di sollevamento che evitò di compromettere una struttura già estremamente fragile. Dopo oltre un decennio di restauri e la rimozione delle spesse incrostazioni marine, il sommergibile è stato finalmente mostrato integralmente al pubblico, offrendo agli archeologi una straordinaria opportunità per ricostruire gli ultimi istanti della missione. La scoperta più impressionante riguardò proprio l’equipaggio. Gli otto uomini erano ancora seduti nelle rispettive postazioni, senza alcun segno di tentativi di fuga. Una circostanza che ha progressivamente modificato le interpretazioni formulate negli anni. In passato si era ipotizzato che il sommergibile fosse stato speronato da una nave unionista, colpito dal fuoco nemico oppure affondato da un’avaria. Le analisi archeologiche hanno però indebolito molte di queste teorie.
L’ipotesi che ad oggi è considerata più plausibile è che l’Hunley non fosse riuscito ad allontanarsi abbastanza rapidamente dallo scafo del suo bersaglio dopo aver fatto esplodere il siluro, e dunque sia rimasto vittima del suo stesso attacco. Gli studi condotti sul relitto indicano infatti che il sommergibile potrebbe essersi trovato a meno di sei metri dalla detonazione. A una distanza tanto ridotta, l’onda d’urto avrebbe attraversato lo scafo metallico provocando lesioni mortali all’equipaggio, probabilmente in pochi istanti, lasciando il battello privo di qualsiasi possibilità di governo fino al suo lento affondamento.
L’assoluta certezza di cosa accadde davvero quella notte al largo di Charleston, probabilmente non l’avremo mai. Solo una cosa è certa: quella notte del febbraio 1864 cambiò per sempre la guerra sul mare. L’H.L. Hunley, sommergibile di 12 metri costruito da un avvocato dell’Alabama e progenitore dei moderni sottomarini tascabili, non si è guadagnato solo un posto nella storia per il suo primato, ma ha rivoluzionato la futura concezione della guerra navale, dimostrando che anche la più potente nave da battaglia poteva essere vulnerabile di fronte a una minaccia sottomarina.
