Una telefonata sabato sera al presidente del Coni Luciano Buonfiglio, l’annuncio il giorno dopo in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. La decisione a sorpresa di Giovanni Malagò sulla scelta di Diana Bianchedi - attuale vice vicario di Buonfiglio al Comitato olimpico - come capodelegazione del club Italia di calcio ha aperto il caso. Nulla da eccepire sulla figura della bicampionessa olimpica della scherma, laureata in medicina e diventata - dopo anche acquisito master sportivi e manageriali - un dirigente di alto livello con le sue esperienze tra Coni e Fondazione Milano-Cortina 2026. Molto invece c’è da eccepire sul fatto di nominarla in un ruolo che in passato hanno ricoperto personaggi del calibro di Giampiero Boniperti, Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gigi Buffon. Ovvero gente che nel calcio ha lasciato il segno, in campo o dietro la scrivania.
Malagò - a sua volta tirato in ballo per il caso «pantouflage» prima della sua elezione in Figc - ha definito la scelta come una «rivoluzione culturale» perchè «essere vicepresidente vicaria del Coni e allo stesso tempo il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con la sport a 360°». Una scelta tranchant insomma non ancora ufficiale ma che ha già attivato gli uffici e gli organismi competenti di Palazzo H. «Ai sensi dell’articolo 7 comma 4 dello Statuto e delle leggi vigenti, sono da valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale», così il comunicato ufficiale del Coni. In pratica uno stop formale in attesa delle verifiche. Quel «allo stesso tempo» potrebbe fermare la rivoluzione prima ancora di cominciare. «Nessun conflitto di interessi per la nomina di Bianchedi, non c’è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale, per altro ruolo di mera rappresentanza», la risposta della Figc.
Visti i precedenti (prima Manuela Di Centa nel 2006 per l’elezione a deputata, poi Silvia Salis nel 2025 per quella a sindaco di Genova) le vie d’uscita sono le dimissioni della Bianchedi dal ruolo di numero 2 del Coni o la decadenza da tale ruolo. Il ruolo di vicaria prevede infatti maggiori responsabilità: è la Bianchedi a tutti gli effetti la vice di Buonfiglio, dunque si prefigurerebbe un conflitto anche nello svolgimento dei due ruoli e nell’impossibiità di essere ubiqua in caso di impegni contemporanei. E da Sport e Salute segnalano il caso di un ricorso al Comitato Etico del Cio dello stesso Malagò, allora presidente del Coni, quando la stessa Di Centa fu scelta come responsabile del progetto Legends. Si attendono evoluzioni...
