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"Tapum". La Grande guerra a fumetti

Il titolo rimanda a una delle più note canzoni popolari della Prima guerra mondiale

"Tapum". La Grande guerra a fumetti
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Tapum (Feltrinelli) è un graphic novel spiazzante sotto diversi aspetti. Innanzitutto perché l'autore, Leo Ortolani, si è sempre cimentato in storie di una comicità assoluta, dove si ride a crepapelle. Qui ci racconta invece della battaglia del monte Ortigara (giugno 1917) e dei circa 28mila soldati italiani morti per conquistare una vetta subito persa per il contrattacco nemico. Un argomento non proprio leggero. Tuttavia, e qui veniamo al secondo motivo, Ortolani non rinuncia alla comicità, alla battuta fulminea, nemmeno mentre illustra gli orrori della guerra e la difficile vita di trincea. Valga per tutte la frase con cui si apre il libro: "La croce al merito di guerra veniva data a tutti i soldati italiani che avessero combattuto in zona di guerra per almeno cinque mesi, o che fossero stati feriti o uccisi durante un'azione. Io l'ho presa su eBay a 20 euro". Infine, Tapum colpisce per la scelta stilistica dell'autore: anche se non abbandona il suo modo cartoonesco di disegnare i visi e le anatomie dei personaggi, riesce a rendere concrete le cupe atmosfere della mattanza che fu la Grande guerra ricorrendo alle mezze tinte della china acquarellata, e realizza un racconto in toni di grigio dal grande impatto visivo. Insomma, Tapum è un'opera convincente.

Il titolo rimanda a una delle più note canzoni popolari della Prima guerra mondiale. Da piccolo, Ortolani cantava quel coro mentre passeggiava nei boschi con i genitori. Un ricordo sedimentato e riaffiorato dopo aver assistito a uno spettacolo dell'amico attore Antonio Pennacchi, La guerra dei Bepi. I due si parlano e decidono di farne un fumetto. Oltre ai lavori di Pennacchi, Ortolani si documenta leggendo saggi, epistolari, diari e romanzi, da Lussu a Rigoni Stern. Poi i sopralluoghi sull'Ortigara, per comprendere l'asperità di quelle rocce e respirare la memoria che custodiscono.

E il cinema, da Torneranno i prati di Olmi a Uomini contro di Francesco Rosi senza dimenticare, aggiungiamo noi, Monicelli con La grande guerra. Tutte queste suggestioni danno vita a un racconto grafico di 200 pagine (realizzate in soli cinque mesi!) dove la tragedia e il dramma sono palpabili ma stemperati dalla comicità che affiora inaspettata.

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