Dopo un weekend con temperature che anche in Lombardia hanno sfiorato i 40 gradi, la situazione grazie ai temporali cominciati ieri pomeriggio sembrerebbe in miglioramento. Ma per quanto? E quando arriverà la prossima ondata di caldo? L'afa eccezionale di questi giorni ha già fatto aumentare in modo significativo le chiamate ai numeri di emergenza e gli accessi ai Pronto Soccorso in tutta la regione. E nonostante i temporali anche intensi delle ultime ore - che ieri in città hanno fatto cadere qualche albero (come quello su un auto in viale Majno, conducente illeso) senza però creare danni rilevanti, come spiegano i vigili del fuoco, con conseguente calo delle temperature - è chiaro che questa ondata di caldo torrido probabilmente non sarà di certo l'ultima di questa estate 2026.
"Abbiamo già registrato un numero di chiamate e di accessi ai Pronto soccorso pari a quello di fine luglio 2022 ha detto l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso un anno tra i più caldi che ricordiamo. Nonostante la forte affluenza, il sistema dell'emergenza-urgenza ha superato la prova e la rete ha retto molto bene: non si sono verificati ritardi significativi nei soccorsi grazie anche al dispositivo che abbiamo approntato e che ha visto in campo un numero maggiore di uomini e mezzi".
Le situazioni più critiche si sono concentrate nelle province di Pavia, Cremona e Mantova e nell'area del Varesotto. Nella giornata di domenica è stata superata la soglia degli 11mila accessi ai Pronto soccorso, di cui poco meno del 30% trasportati dal 118.
Ieri mattina alle 8 le missioni dei mezzi di soccorso registravano un incremento rispetto alla settimana precedente del 9% nell'Area Laghi, del 3% nell'Area Metropolitana e del 15% nell'Area Pianura, mentre nell'Area delle Alpi si è registrata una leggera diminuzione.
Intanto il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia, ha chiesto un vertice urgente sul caldo per coordinare ulteriormente gli interventi sul territorio e rafforzare la rete di protezione delle persone più fragili.
A Milano l'Opera Cardinal Ferrari corre ai ripari per fronteggiare le ondate di calore estive. Il centro di accoglienza ha attivato spazi climatizzati aperti in modo continuativo, a partire dalla sala poltrone, un punto medico attivo per monitorare la salute degli ospiti e una distribuzione rafforzata di indumenti leggeri, asciugamani e prodotti per l'igiene personale. Per tutelare gli oltre 200 utenti quotidiani, il centro ha deciso di sospendere o spostare negli ambienti interni climatizzati alcune delle attività che solitamente si svolgono all'aperto. Il potenziamento dei servizi punta a proteggere le persone in condizioni di marginalità dai rischi concreti del caldo estremo: disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie croniche.
In un'estate che si preannuncia segnata da picchi di calore sempre più frequenti e intensi, la combinazione tra risposta istituzionale, iniziative del terzo settore e mobilitazione della solidarietà cittadina risulta essenziale per limitare i rischi legati all'afa e tutelare soprattutto anziani, malati cronici e persone senza dimora.
"Le temperature estreme rappresentano una minaccia concreta per chi vive in strada
ha dichiarato il presidente di Opera Cardinal Ferrari, Luciano Gualzetti . Nessuno dovrebbe affrontare da solo il caldo estremo. In momenti come questi la solidarietà diventa uno strumento concreto di tutela della vita".