Il sospetto, i misteri, le ombre, quello c’è dietro.
La strisciante sensazione indotta che non sia andata davvero così.
Anche su quell’aereo giunto a 27 secondi dall’impatto col suolo.
Dall’impressione alla convinzione: è una montatura, una «sceneggiatura». E non solo sul volo Dubai-Tel Aviv.
C’è chi ha immaginato la mano della Cia e dell’immancabile Mossad anche dietro l’11 settembre e gli attacchi di Parigi. Il complottismo è un vecchio alleato dell’antisemitismo, che – spiega Manuela Consonni (Università ebraica) - è tornato «grammatica dell’intelligibilità del mondo», tanto che l’ebreo, il sionista o l’israeliano emergono «come figure attraverso le quali il mondo viene reso intelligibile».
Anche il 7 ottobre. Quel giorno, possibile che non sapessero niente? E stavolta, che si aspettavano attacchi, perché se li aspettavano? Se lo sono fatto da soli, se la sono cercata, gli ha fatto comodo. E giù faccine che ridono, allusioni. I complottisti la sanno lunga. E la «religione» pro Pal, che si è fatta complottista, a sinistra non ha trovato argini. La Repubblica ieri ha virgolettato la parola «eroi» parlando dei passeggeri che hanno sventato l’attentato. Il Fatto ironizzava: «Bibi profeta», Piazzapulita presentava una puntata sui «fatti del 7 ottobre» e lo «sterminio pianificato dei palestinesi».
Con Francesca Albanese. Il settarismo di massa dilaga.
