Carlo Calenda lascia Enrico Letta e "casca" nelle braccia di Matteo Renzi: sembra essere questo il finale della telenovela del centrosinistra.
Volano coltelli tra Pd e Italia viva, che canzona il partito di Letta per quegli occhi di tigre millantati dal segretario senza cognizione di causa.
Nessun dietrofront, Renzi correrà da solo. Il leader di Iv tranchant sulle mosse di Letta: “Le sue sono piccole vendette personali”.
Il sasso è stato è stato scagliato dal renziano Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il governo sul decreto Aiuti bis
Il leader di Italia Viva dice no al diritto di tribuna offerto da Letta e punta al 3% per superare lo sbarramento. Poi sferza Luigi Di Maio e la decisione dell'ex-grillino
Calenda ha sprecato un’occasione, mentre Letta si conferma l’uomo delle tasse. Così Matteo Renzi il giorno dopo l’accordo Azione-Pd.
Matteo Renzi corre in solitaria con il terzo polo e stronca il Pd. Nel mirino del leader Iv c'è ancora Letta: "La sinistra sembra voler perdere, ecco perchè".
Il leader di Italia Viva punta su uno spazio "riformista e moderato": l'obiettivo è il 5%. Mano tesa a Calenda: "Se decide di stare in questa parte ha un ruolo molto rilevante".
Centrosinistra in frantumi: tutti contro tutti. Lo slogan politically correct del "voto utile" che si trasforma nella lotta fratricida tra i politici in bilico nel terrore di perdere la poltrona
Chiuso nel suo ufficio a Palazzo Madama, Matteo Renzi gioca la partita più difficile della sua vita, consapevole del desiderio di molti di vederlo tagliato fuori dai giochi.