La Francia intera si prepara a un altro lunedì di forte tensione nelle scuole. Tra 400 e 500 licei resteranno totalmente o parzialmente chiusi, mentre il movimento di protesta degli studenti entra in una nuova settimana di mobilitazioni mentre il governo tenta di arginare una rivolta che, partita dalle rivendicazioni sulle condizioni dell’istruzione, è stata accompagnata da incendi, devastazioni e scontri con le forze dell’ordine.
A fornire le nuove cifre sulla caratura delle agitazioni è il ministro dell’Éducation nationale, Édouard Geffray. Intervenendo oggi in un confronto con il coordinatore de La France Insoumise Manuel Bompard, Geffray ha spiegato che le chiusure interesseranno un numero di istituti sostanzialmente analogo a quello registrato venerdì. La sospensione delle lezioni, totale o parziale a seconda delle scuole, viene disposta quando non possono essere garantite le condizioni di sicurezza: in alcuni casi per i danni subiti dagli edifici e dai sistemi di protezione, in altri perché il personale scolastico è stato direttamente preso di mira.
Un minore di 16 anni è stato intanto posto in stato di fermo nell’ambito dell’indagine sull’aggressione a Thierry Laurent, un docente di La Ciotat, nelle Bouches-du-Rhône: l’uomo era stato cosparso di benzina nei pressi di un albero incendiato. Laurent ha dichiarato di aver chiesto di incontrare il giovane, richiesta che però è stata respinta.
Il bilancio tracciato dà la misura dell’escalation. Ventiquattro istituti sono stati “incendiati o saccheggiati” dall’inizio della mobilitazione e 78 dipendenti del mondo della scuola sono rimasti feriti. Secondo Geffray, in molti casi gli attacchi sarebbero stati compiuti da violenti estranei alle scuole. Una prima valutazione dei danni economici oscilla fra i 20 e i 30 milioni di euro, cifra che tuttavia non è ancora definitiva.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito che soltanto venerdì sono state effettuate 1.747 interpellations, ossia fermi, dopo i 1.954 del giorno precedente. Dall’inizio della settimana il totale ha così superato quota 5.000. Secondo i dati riportati dalla stampa francese, circa l’85% delle persone fermate è minorenne.
Il tentativo di ricomporre la frattura, almeno per ora, non ha prodotto risultati. Dopo l’incontro di venerdì con il ministro dell’Istruzione, i rappresentanti degli studenti hanno dichiarato di non aver ottenuto “misure concrete” e minacciano la prosecuzione della mobilitazione: per martedì sono già previste nuove iniziative di protesta.
