Il progetto è curato da Tatjana Pauli, direttrice editoriale del Cucchiaio d’Argento Libri, e Annalisa Musso, direttrice editoriale di Cucchiaio.it. I dodici protagonisti sono stati scelti tra quanti avevano risposto a una chiamata rivolta alla community del sito. Il criterio, almeno nelle intenzioni, non è stato quello più immediato nell’universo social: follower e visualizzazioni hanno pesato meno di competenza, capacità di raccontare e attitudine alla collaborazione.
I creator sono quindi entrati nel meccanismo abituale della redazione, partecipando al lavoro di confronto e verifica delle ricette e alla realizzazione dei contenuti digitali legati al progetto. Un modo per provare a far convivere due mondi che viaggiano a velocità piuttosto diverse: da una parte il flusso continuo di Instagram, TikTok e delle altre piattaforme, dall’altra un libro di 180 pagine, destinato per sua natura a durare più a lungo di un reel.
Del resto il Cucchiaio d’Argento, nato nel 1950, rivendicava già nell’introduzione alla sua prima edizione il principio della “collaborazione”. Settantasei anni dopo la formula cambia inevitabilmente interlocutori. Se allora il problema era fotografare la cucina domestica italiana del dopoguerra, oggi significa anche fare i conti con una cultura gastronomica nella quale ricette, tecniche e suggestioni circolano senza confini e vengono continuamente contaminate.
“La cucina che unisce” è organizzato in cinque sezioni. “Sapori di casa” raccoglie le tradizioni regionali interpretate da Tamara Mitrangolo, Paola Cuccunato e Michela Masotto; “Impasti e dolcezze” affida a Valentina Sticca e Fabio Meli torte, focacce e lievitati. Rossana Lodo e Camilla Dragoni si occupano invece della sezione “Veg e healthy”, mentre Elisabetta Caccamo, Davide De Vita e Francesco Pio Longo lavorano in “Oltre la tradizione” sulle contaminazioni tra ingredienti e cucine diverse. A Natalia Nieves Iszakovits e Alex Santacroce è affidato infine “Sapori dal mondo”.
Cinque le ricette firmate da ciascun autore. Il repertorio rende abbastanza bene l’idea di quanto si siano allargati i confini della cucina domestica: accanto ai taralli pugliesi bolliti, al risotto con il Tastasal, alla torta di nocciole piemontese e alla brioche col tuppo compaiono il pollo di tofu ai peperoni, le orecchiette cacio e cozze, gli scones alla feta con miele e harissa, fino a una “dumpling lasagna” che già nel nome mette insieme universi piuttosto lontani.
Ogni preparazione riporta tempi, difficoltà e indicazioni pratiche, accompagnati dalla storia del piatto e dal racconto personale del creator. È forse questo l’elemento più interessante dell’operazione: usare i social come luogo di scouting e il libro come approdo, selezionando dal rumore del feed una sessantina di ricette alle quali concedere una vita meno effimera.
“La cucina che unisce” costa 12,90 euro. E segna anche un piccolo cambio di prospettiva per il Cucchiaio d’Argento: dopo oltre settant’anni trascorsi a spiegare agli italiani che cosa e come cucinare, questa volta ha deciso anche di ascoltare che cosa cucinano loro.
