Assalto in villa a Lesmo: proprietari sequestrati, cassaforte svuotata

Notte di paura in Brianza, quattro stranieri dell’Est riescono a fuggire con orologi e gioielli

Un tranquillo sabato sera di paura. Rapina in villa con sequestro in Brianza. Padre e figlio rinchiusi a chiave nella loro villetta di via Petrarca 31 b a Lesmo mentre quattro banditi, in tutta tranquillità, svuotano cassetti, cassaforte e se ne vanno indisturbati. Dopo una notte passata chiuse in taverna - precisamente nella lavanderia - le due vittime riescono a uscire. Poi, dopo essersi fatti la doccia e messa la cravatta, si recano alla caserma dei carabinieri di Arcore per dare l’allarme.
Fabio Maria Ballerai, 49 anni, amministratore delegato della Tubitor, una ditta specializzata nella produzione di tubature, separato, è in casa con il figlio minorenne. Una villa monofamiliare come tante ce ne sono da queste parti. Manca un quarto alle 23 quando padre e figlio decidono di andare a letto non prima di aver chiuso le imposte. Quando stanno per chiudere la portafinestra che dal soggiorno dà sul giardino dietro casa, la sorpresa. All’improvviso davanti alle loro facce si materializzano quattro individui dal forte accento straniero e con il volto coperto da passamontagna. Non sono armati, ma le loro intenzioni sono sin troppo chiare. Non parlano molto, ma si fanno capire benissimo e si fanno consegnare il portafoglio dei proprietari di casa e 300 euro lasciati in un cassetto.
Chiedono con insistenza di avere le chiavi della cassaforte e si fanno consegnare orologi di marca dal valore commerciale di oltre 25mila euro. Oggetti coperti, comunque, dall’assicurazione contro il furto. Poi i quattro «accompagnano» i due nella taverna e li chiudono a chiave continuando a rovistare all’interno dell’abitazione. Nessuna minaccia, solo modi di fare molto sbrigativi. Nel garage c’è anche la Porsche Cayenne con le chiavi nel cruscotto, ma non attira l’attenzione dei banditi che non la sfiorano nemmeno.
Per tutta la notte Ballerai e il figlio cercano invano di uscire nonostante i continui tentativi, ma solamente la mattina riescono nell’intento. Poi quando non c’è più nulla da fare vanno a fare denuncia dai carabinieri della stazione di Arcore che dista qualche chilometro dalla villetta. La descrizione fatta ai militari dell’Arma dei malviventi non è però molto precisa, vuoi per lo spavento vuoi per il fatto che gli aggressori non hanno parlato molto.