Barrichello in volata supera Schumacher

Il tifo della folla in centro per l’esibizione dei due campioni

Giorgio Scaglia

Tutto transennato da piazza Duomo a piazza Liberty perchè nonostante l’annata infausta in F1, le rosse sono sempre le rosse e ieri mattina c’erano loro, Schumacher e Barrichello a ricevere il bagno di folla per l’inaugurazione del Ferrari Store, il nono punto vendita ufficiale del Cavallino Rampante. Qualcuno sa dell’esibizione, altri hanno le idee confuse: «Ma con che macchina corrono?». Nessuna macchina ma solo il «Vodafone Race» un’esibizione di triathlon in cui i due piloti dovevano tirare di basket e di golf per concludere il «duello» con un ultimo sprint in bici.
A mezzogiorno in punto, come nei film western, i due moschettieri sono in piazza, è il vicesindaco De Corato a dare il via: nel basket Barrichello è più preciso di Michael che cerca di fermarlo con un’amichevole pallonata nella schiena. Non serve e Rubens inizia in vantaggio la mini gara di golf, sport in cui si diletta da tempo a livelli più che discreti. Ci sa fare con pallina e mazza ma sul «path green» all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele il campione tedesco realizza una buca con un solo tiro. Poi l’ultimo guizzo: il brasiliano si infila il caschetto e inforca la bici per le ultime pedalate in apnea. Gli spettatori inseguono i due eroi lungo le transenne accalcandosi e sparando foto all’impazzata e cercando, soprattutto i ragazzini, un autografo che non arriverà mai. Il brasiliano taglia per primo il traguardo di piazza Liberty con una decina di secondi di vantaggio su Michael e si guadagna il telefonino Vodafone, tutto rosso naturalmente. Schumacher ha perso la tenzone ma non la voglia di scherzare: «Mi piace andare in bicicletta anche se il mio sport favorito resta il calcio. Sono bravo? Mi difendo ma l’altra sera a Monza mi ha stupito Fisichella, lui è un vero goleador». È contento anche Barrichello che per una volta è riuscito a dare la polvere al compagno di squadra: «Tutti sanno che amo il golf ma qui ho dovuto faticare perchè l’asfalto era irregolare».