Caso Fini, Berlusconi si dissocia: "Io lo stimo"

Sul <em>Giornale</em> un editoriale di Feltri su Fini che &quot;rinnega il passato&quot; pur di arrivare al Quirinale (<strong><a href="/a.pic1?ID=380636">leggi l'editoriale</a></strong>). Il premier: &quot;Non lo condivido&quot;. Feltri: &quot;Quando scrivo non mi
aspetto gli applausi&quot;. <strong><a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=100">SONDAGGIO: sei d'accordo che per rafforzare il Pdl Berlusconi allarghi l'alleanza all'Udc?</a></strong>

Roma - Il Giornale ieri ha titolato in prima pagina Dove vuole arrivare il "compagno" Fini, con un editoriale del direttore Vittorio Feltri dedicato al presidente della Camera che "rinnega il passato e fa retromarcia su ogni cosa: immigrazione, biotestamento e persino sui gay" con l’obiettivo di "correre per la presidenza della Repubblica" facendo però il gioco dell’opposizione. Nel Pdl si è subito aperto il dibattito, ma in serata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiarito: "Come si può ben immaginare non ero a conoscenza dell’articolo del dottor Feltri sul presidente Fini apparso sul Giornale, articolo di cui non posso condividere i contenuti. Confermo invece al presidente Fini la mia stima e la mia vicinanza".

L'editoriale di Feltri Il direttore del Giornale rimprovera a Fini di averlo accusato di prendersela con Boffo per la sua omosessualità ricordandogli che fu lui in passato a dire che "un maestro elementare non può essere gay" frase della quale "dovresti vergognarti". La spiegazione di Feltri ai cambiamenti di linea del presidente della Camera è che "ti sta a cuore la simpatia della sinistra che non sai più come garantirti, il motivo si può intuire, se sbaglio correggimi: tu miri al Quirinale perché hai verificato che la successione a Berlusconi avverrà con una gara cui è iscritta una folla". Ma "per arrivare al Colle servono molti voti, non ne hai abbastanza nel Pdl, è necessario raccattarne a sinistra, alla quale fai l’occhiolino nell’illusione di sedurla". Il direttore con un avvertimento: "La sinistra ti usa perchè le fai comodo, sei il suo tassì. Al momento di eleggere il Presidente della Repubblica ai progressisti sarà passata la cotta e da loro non beccherai un voto".

Berlusconi: "Stimo Fini" Immediata la reazione del premier che fa sapere di non essere "a conoscenza dell’articolo, articolo di cui non posso condividere i contenuti". "Confermo invece al Presidente Fini la mia stima e la mia vicinanza". "Quando scrivo un articolo non mi aspetto gli applausi del presidente del Consiglio, scrivo un articolo perchè penso che sia giusto farlo - ha poi replicato Feltri - è la mia opinione, che non riflette quella di nessun altro e che è normale non sia condivisa da qualcuno. E se tra questi qualcuno c’è il presidente del Consiglio, pazienza". "Non faccio un quotidiano di partito - ha rivendicato il direttore de Il Giornale - e non intendo fare il reggicoda di nessuno. Alemanno ha detto che ho invitato Fini a rientrare nel centrodestra e che piuttosto dovrei farlo io: ma io non sono mai stato nel centrodestra, faccio un altro mestiere. Il mio compito è stimolare anche dibattiti, non è contribuire a far chiarezza nel Pdl o a portarvi la concordia". "Ogni persona - ha, quindi, ricordato Feltri - ha una sua soggettività. Se l’editore dovesse giudicare che non sono adatto a dirigere il Giornale, trarrà le sue conseguenze. Ma credo che quando mi hanno assunto qui sapevano che non sono Scalfari, Mieli, de Bortoli, ma sono uno che si chiama Feltri e che non fa questo mestiere da due giorni: nell’ambiente è abbastanza risaputo come lavoro". Quanto all’editoriale sul presidente della Camera, "se Fini non ci avesse accusati di killeraggio non so mica se mi sarebbe venuto in mente di scrivere questo articolo: il mio compito - ha, infine, concluso Feltri - è anche difendere il Giornale".

Veneziani: "In sintonia con Feltri" "Condivido la sostanza del ragionamento di Feltri, anche se ci possono essere sfumature di giudizio diverse tra me e il direttore. Comunque in linea generale sono in sintonia con il ragionamento di Feltri", ha detto lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani, già nei primi anni Novanta ideologo della nuova destra. "Anch’io nei giorni scorsi - ha ricordato Veneziani all’Adnkronos - ho avuto modo di sollevare dubbi su taluni interventi di Fini. Tutte le convinzioni sono legittime però - ha argomentato Veneziani - non si possono prendere voti da una certa parte politica su talune questioni e poi cambiare opinione quasi radicalmente. Penso che si tratti di una posizione di correttezza rispetto alla propria base elettorale che vada tenuta ben presente".

Campi: "Un altro modo di fare Destra" "È ridicolo accusare Fini di essere ambizioso. Tutti i politici lo sono. Ed è ridicolo accusarlo di non essere di destra: Fini lo è, ma il suo modo di intendere la destra è diverso da quello di Feltri". Alessandro Campi, politologo e direttore scientifico di Fa­reFuturo, la fondazione di cui è presidente Gianfranco Fini, contesta nel merito gli argomenti utilizzati dal direttore de Il Giornale. "Si tratta della prosecuzione della campagna di stampa che ha avviato Il Giornale contro quelli che si ritene siano gli avvesari diretti o indiretti, interni o esterni, reali o supposti del Cavaliere e di questo governo - ha poi spiegato Campi all’Adnkronos - il tutto all’interno di una strategia che da un lato punta a blindare Berlusconi da pettegolezzi e attacchi, dall’altro rischia di renderlo prigioniero dei suoi pretoriani". Ma secondo il docente di Storia delle dottrine politiche, "questo attacco è giocato su un gigantesco equivoco. Si continua a imputare a Fini di essere cinico e interessato solo alla sua carriera, un traditore rispetto ad una destra che avrebbe contribuito a liquidare. In realtà - ha sottolineato Campi - lo sforzo che Fini sta facendo da qualche tempo a questa parte va in direzione contraria: costruire una destra diversa da quella populista, rabbiosa e urlante che si è praticata in questo Paese, ma che non per questo è una falsa destra o una sinistra sotto mentite spoglie".

La Russa: "Parole minacciose" "In tante occasioni anche recenti ho sostenuto il diritto di Vittorio Feltri a fare giornalismo anche con toni non political correct, ma l’ampio editoriale dedicato a Fini di oggi credo che parta da presupposti sbagliati e conduca a conclusioni errate - ha dichiarato il coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, Ignazio La Russa - è sbagliato ritenere che Fini si sia rivolto specificatamente a lui parlando di killeraggio giornalistico. Liberi gli altri di non essere d’accordo, libero Fini di illustrarle senza per questo poter essere definito 'compagno', che è qualcosa da cui lo separano anni luce". "Inevitabile - ha sottolineato infine il coordinatore del Pdl - la conclusione errata di una lettura che attribuisce per forza a Fini calcolo e opportunismo e che porta a un minaccioso invito a rientrare nei ranghi. Esattamente il modo sbagliato di dargli un consiglio ed esattamente l’opposto di quello che è Fini per chi lo conosce bene".

Meloni: "Ci vuole rispetto" "Non ho letto l’editoriale di Feltri e non posso entrare nel merito. Penso, però, che il Pdl non è una caserma, ma un grande contenitore in cui ci si confronta tra culture diverse", ha commentato il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. "Anche quando non si è d’accordo, e a me è capitato più di una volta con Fini, ci si deve rispettare. Ci vuole rispetto per tutti, anche per le posizioni più diverse, perchè questo è motivo di crescita", ha aggiunto la Meloni a margine della presentazione del programma della festa dei giovani del Pdl.

Il popolo del Pdl sta con Feltri I navigatori del web che simpatizzano per il Pdl nemmeno, almeno a leggere i messaggi postati sul sito del partito. Scorrendo infatti le opinioni espresse nello Spazio azzurro si incontrano attacchi molto duri al presidente della Camera e nessuna critica al giornalista e al suo editoriale molto duro verso Fini, uno dei due soci fondatori del Pdl. Chi scrive nel forum usa parole di fuoco, lo considera "di sinistra", giura di averne le "scatole piene", lo considera "un traditore" o si spinge ad auspicare: "Prima si elimina meglio è, con lui c’è patema d’animo". Sul sito si premette che i messaggi vengono letti e "una parte di essi, rappresentativa delle opinioni espresse con maggiore frequenza", vengono pubblicati, anche se questi "non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del partito". Scrive Riccardo: "Finalmente Feltri si decide a snocciolare le intenzioni di Fini, note da tempo a tutto l’elettorato del Pdl, prima si elimina meglio è, con lui c’è patema d’animo". D’accordo Diego: "Fini e il suo comportamento: si rende conto che è lì per merito del Pdl? Se non è così, che se ne vada; nessuno lo trattiene". Anche tal Persico Bruno non gradisce l’atteggiamento del presidente della Camera: "Fermate Fini fa perdere voti alla destra e di conseguenza al Pdl dopo 40 anni di voto alla destra ora mi trovo costretto a votare Lega". L’unica voce fuori dal coro si firma "C" ed esprime un dubbio: "Siamo sicuri che giovi al Pdl l’uscita de Il Giornale di oggi su Fini? D’altra parte non esiste testa pensante che già non avesse constatato il suo vero obiettivo". Per il resto, anche scorrendo indietro nello Spazio azzurro è un’unica voce, contro Fini senza se e senza ma. Dice Adriana: "Fini al solito è sempre più a sx. Ora si fa promoter del voto agli immigrati? Ormai è dichiaratamente di sx. Sta remando contro il gov".