Clochard, agenti scarcerati: no intento uccidere

Disposti gli
arresti domiciliari per i due agenti della polfer accusati di
aver picchiato a morte il clochard Giuseppe Turrisi. Il
tribunale del riesame di Milano: "Gli
indagati non volevano uccidere il senzatetto". L'accusa è stata
derubricata a omicidio
preterintenzionale

Milano - Nel disporre la scarcerazione e gli arresti domiciliari per i due agenti della polfer accusati di aver picchiato a morte il clochard Giuseppe Turrisi, il tribunale del riesame di Milano ha sottolineato che gli indagati non volevano uccidere il senzatetto.

Accusa derubricata Gli agenti erano stati arrestati lo scorso 7 aprile dalla squadra mobile di Milano con l’accusa di omicidio volontario. Accusa che è stata derubricata dai giudici del riesame in omicidio preterintenzionale. Nella motivazione della decisione, i giudici osservano che calci e pugni sferrati dai poliziotti non erano rivolti ai punti vitali di Turrisi, a dimostrazione del fatto che non c’era l’intenzione di ammazzarlo. Tuttavia, viene confermato in parte l’impianto accusatorio, nel senso che non si accoglie la tesi delle difese per cui i due agenti avrebbero agito per difendersi dall’aggressione, anche con un taglierino, portata da Turrisi. Ora la Procura di Milano potrebbe ricorrere in Cassazione per ottenere un nuovo provvedimento di custodia cautelare in carcere. A un ricorso in Cassazione stanno lavorando anche i legali dei due poliziotti, gli avvocati Paolo Orsenigo e Giuseppe Fiorella, per ottenere la revoca della misura cautelare, perchè secondo loro non ci sarebbe l’ esigenza di arresti domiciliari.