Così vanno le cose in famiglia (se vi pare)

Il regista Massimo Castri ripropone il «suo» Pirandello: «È un testo splendido la cui chiave di volta è l’ambiguità e quindi permette molte letture diverse»

Al teatro Elfo, dal 15 al 27 gennaio, Massimo Castri torna a proporre un testo che ha caratterizzato finora varie fasi della sua carriera registica, Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello.
Dopo l’edizione teatrale, vincitrice del premio Ubu per la miglior regia nel 1980 e dopo l’edizione televisiva con Valeria Moriconi, in cui il regista analizzava a fondo la parola anzitutto, trovando un sottotesto ricchissimo di particolari e sfumature, quello del 2008 sarà un Così è (se vi pare) che parte, invece, dalla «analisi della perfezione di questa drammaturgia: è una “macchina celibe”, che non produce nulla. Pirandello realizza una perfetta armonia tra diverse logiche, ragionamenti e riflessioni che poi ci si accorge non porteranno da nessuna parte: si scopre che non c’è niente da rivelare. Si lavora, quindi, alludendo».
Un testo che sottolinea l’ansia della comunità, desiderosa si etichettare in modo definito e preciso una famiglia di cui, invece, non sono subito chiari i ruoli: nel salotto borghese del consigliere Agazzi si svolge un’indagine crudele e senza soluzione per capire chi sia veramente la moglie del signor Ponza: verranno interrogati separatamente prima, e poi insieme, il Signor Ponza e la signora Frola, supposta suocera di Ponza. Infine Agazzi imporrà a Ponza di convocare la moglie affinché sia lei stessa a rivelare la sua identità: è davvero la figlia della signora Frola o è la seconda moglie di Ponza, dato che c’è la possibilità che la prima sia morta e la signora Frola, ormai anziana, non saprebbe più distinguere l’una dall’altra? «Io sono colei che mi si crede» finirà per dire la signora Ponza, lasciando così l’interrogativo senza risposta.
Andato in scena per la prima volta nel 1917 al Teatro Olimpia di Milano e a sua volta tratto dalla novella La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero, Così è (se vi pare) racchiude tutte le perle del teatro pirandelliano: «è un testo splendido, la cui chiave è l’ambiguità – sostiene Castri - e quindi permette molte letture diverse».
Con un cast giovane, frutto della scuola di Alta Formazione, organizzata da Emilia Romagna Teatro Fondazione, che contiene attori tutti diplomati nelle maggiori scuole di teatro, Castri propone «una lettura molto diversa dalle precedenti versioni di Così è (se vi pare): essendo attori così giovani abbiamo fatto emergere in modo chiaro l’aspetto ironico di Pirandello, la giocosità che va nella direzione del vaudeville e che ritroveremo ad esempio nei Sei personaggi in cerca d’autore».
Così è (se vi pare)
Teatro Elfo,via Ciro Menotti 11
da oggi al 27 gennaio
Martedì-sabato, 20.45; domenica, 16
Biglietti: 21.50 - 12.50 euro
Tel. 02.26681166