La crisi esce dal carrello: a Milano dopo mesi cresce la spesa per il cibo

Nell’ultimo trimestre del 2010 impennata dei consumi In Lombardia acquisti record: 1,8 miliardi in 90 giorni

Meta obbligatoria il supermercato. Per fare la spesa i lombardi non hanno dubbi: nei grandi centri si risparmia. Attenti alla qualità dei prodotti e al portafogli, senza disdegnare le offerte l'ultimo trimestre dello scorso anno ha fatto però registrare un’importante novità. I consumi per gli alimentari sono tornati a crescere. Ogni lombardo ha speso l'1,7 per cento in più rispetto al trimestre precedente. L'impennata, secondo i dati Ores-Nielsen, è data soprattuttto dai generi alimentari che da soli sono cresciuti del 3,3 per cento. Un'inversione di tendenza rispetto alla brusca contrazione registrata nel secondo trimestre 2010 (-2% la spesa complessiva e -1,7% l'alimentare). Segno che le abitudini d'acquisto delle famiglie lombarde, pur essendo ancora al di sotto dei livelli del pre-crisi (l'indice è a quota -2,5), fanno registrare una variazione di segno positivo (+1 punto). Il carrello del supermercato più pesante è un segnale positivo. «Le abitudini di spesa in ipermercati e supermercati possono essere un fedele specchio della condizione delle famiglie, in particolare in un periodo storico come l'attuale in cui gli effetti della crisi economica che ha colpito il nostro Paese hanno modificato e potrebbero ancora modificare le scelte d'acquisto» spiega Lorenzo Cavedo che ha curato la ricerca per conto di Ores (Osservatorio regionale sull'esclusione sociale). Ebbene durante il terzo trimestre del 2010 in Lombardia sono stati spesi quasi 1,8 miliardi di euro per acquistare generi alimentari in supermercati e ipermercati (7,4 miliardi in tutta Italia). La spesa pro-capite alimentare nella grande distribuzione è stata di 173,4 euro, contro una spesa di 153,1 euro registrata nel Nord e una spesa media nazionale di 123,4 euro. In altri termini i lombardi hanno speso in media, per i generi alimentari, 50 euro in più di quanto è stato speso nel resto dell’Italia. A livello provinciale si osserva un quadro notevolmente eterogeneo dove spiccano gli oltre 200 euro pro-capite spesi nella provincia di Varese e all'opposto i soli 120 euro spesi nel mantovano, a conferma di come in questa provincia vengano spesi mediamente 50 euro in meno rispetto alla media regionale. I valori maggiori di spesa pro-capite alimentare sono stati riscontrati a Milano città dove, con 211,6 euro pro-capite, si spende per i generi alimentari nella grande distribuzione circa 40 euro in più di quanto si spende nel resto della provincia. «In Lombardia dopo la contrazione registrata nel secondo trimestre 2010 si osserva una ripresa della capacità d'acquisto delle famiglie - si legge nel rapporto -. Anche il numero dei prodotti finiti nel carrello lo confermano: 1.421 prodotti alimentari acquistati dalle famiglie lombarde nel secondo trimestre contro i 1.468 prodotti nel terzo trimestre». E se l'80 per cento della spesa è riservata a beni commestibili, il restante 20 per cento è destinata a prodotti per la cura della casa e della persona. I lombardi sono attenti anche alle offerte: oltre un quinto della spesa (22,5 per cento dei prodotti) è riservata ai generi alimentari offerti in promozione. Se le difficoltà economiche hanno spinto molte famiglie al recupero della dimensione domestica come cucinare più spesso in casa ed evitare cibi già pronti e più cari l'ultimo periodo ha fatto registrare un'inversione di tendenza anche in questo campo. Complici ritmi di vita più frenetici i milanesi all'happy house continuano a preferire l'happy hours: poche patatine e noccioline nel carrello della spesa. Meglio consumarle al bar.