Crisi, l'ennesimo affondo della Marcegaglia:"Subito riforme o sarà un disastro per il Paese"

Dagli Usa, il presidente di Confindustria in pressing sul governo: "Attuare subito le riforme, altrimenti le conseguenze per il Paese saranno disastrose". E sull'euro: "Mi piace". Il testo della lettera presentata a Bruxelles?<strong></strong> "E' corretto negli obiettivi e positivo nelle cose dette, ma ora deve far seguire i fatti"

Anche dagli Stati Uniti, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia coglie l'occasione per compiere un affondo nei confronti dell'esecutivo e pressarlo affinché attui le riforme decise al più presto. Dallo stesso palco da cui Barack Obama ha elogiato l'Italia, definendola uno dei "più saldi alleati degli Usa", la Marcegaglia espone le sue direttive: "Finché le riforme non saranno fatte la situazione resterà incerta".

Il numero uno di viale dell'Astronomia, insignita del prestigioso "Special Achievement Award in Women’s Leadership" durante il Gala annuale della Niaf, la massima organizzazione degli italoamericani negli Usa, ha puntualizzato: "Il governo si è preso un impegno preciso nel fare riforme di cui il Paese ha un enorme bisogno e capiremo velocemente se c’è la volontà di farle", altrimenti "le conseguenze per il paese saranno disastrose".

Secondo la Marcegaglia, l’esito dell’ultima asta dei Btp che, malgrado l’accordo Ue, ha fatto schizzare i costi del finanziamento dell’Italia dimostra l’urgenza della situazione e la necessità di agire e subito perché "i mercati non stanno reagendo ancora bene nei confronti dell’Italia".

"Il Paese - ha quindi ribadito - deve rispettare gli impegni presi con l’Europa con serietà. Il testo della lettera presentata a Bruxelles è corretto negli obiettivi e positivo nelle cose dette".

E a chi le ha provocatoriamente rivolto la domanda "L’Euro le piace?", la Marcegaglia ha risposto senza dubbi: "Assolutamente sì". Per quanto riguarda le strategie per stimolare la crescita, secondo il presidente di Confindustria "si parla più di austerità, mentre servirebbero progetti concreti per la crescita. In Europa manca ancora un progetto per la crescita, ma non si può andare avanti solo con il risanamento. Anche qui negli Stati Uniti, dove in questi giorni ho avuto molti incontri, sono molto colpiti dal fatto che in Europa non si parli mai di crescita".