Le agenzie di rating si stanno per esprimere. Ecco i rischi

Due agenzie di rating, Standard and poor e Moody's stanno per emettere le loro "sentenze". Quali pericoli per i nostri conti?

Due importanti agenzie di rating diranno la loro sulla situazione economica del Belpaese entro la fine di ottobre. E l'attesa per l'emissione di questi giudizi potrebbe non far dormire sonni tranquilli al nostro esescutivo.

Moody's e Standard and poor's si preparano a ufficiliazzare le loro "sentenze". Vale la pena sottolineare che i pareri verranno diffusi, da un punto di vista temporale, dopo la bocciatura arrivata da Bruxelles e a dibattito sui provvedimenti da adottare ancora in corso. Difficile, a oggi, immaginare che la manovra venga stilata senza polemiche di sorta. Com'è noto, Il def annunciato dall'esecutivo italiano non ha ricevuto il placet delle istituzioni sovranazionali europee. Tutt'altro. Ma se il giudizio politico-economico può limitarsi ad alimentare la bagarre tra la visione sovranista e quella unioneuropeista, alla possibile bocciatura di questi due "colossi" potrebbero seguire effetti molto più concreti per il nostro portafoglio finanziario.

A spiegarlo, questa mattina, è stata La Verità, che ha messo in evidenza come, in caso di declassamento, "le grandi istituzioni come quella di Francoforte smetterebbero immediatamente di fare shopping a casa nostra". Il limite è questo: non si deve scendere sotto la soglia dell'investiment grade, che corrisponderebbe alla famosa tripla B. Da questo livello in giù, si esce dal campo delle operazioni considerate positive e si entra a pieno titolo in quello dei rischi legati alla speculazione.

Ma se la "sentenza" dovesse essere negativa, i costi per lo stato italiano diventerebbero maggiori. E sembra esistere una via di scampo a questo meccanismo.

Hanno spiegato sul quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: "Un governo costretto a promettere rendimenti più alti, perché giudicato meno affidabile di un altro dalle agenzie di rating, dovrà destinare sempre più risorse alla remunerazione del debito". A essere interessate potrebbero essere le coperture per i debiti, il costo dei mutui e altre modalità di finaziamento. Ma c'è un'eventualità ancor più gravosa: un parere tanto negativo da far traghettare i nostri titoli all'interno dell'insieme ascrivibile alla cosiddetta "spazzatura". In funzione di questa ipotesi, i titoli appena citati potrebbero essere messi fuori dagli "indici obbligazionari «Ig»" e da "i fondi passivi (Etf)". Sembrano esserci tutte le premesse per "tifare" affinché una possibile discesa non oltrepassi il confine della terza B.