Bari, otto senzatetto rifiutano gli aiuti del Comune

L'ondata di gelo che si è abbattuta su Bari ha impensierito i volontari delle associazioni che offrono aiuto ai senza fissa dimora. Otto di loro preferiscono rimanere in strada

Bari - Esattamente un anno fa un passante, poco prima delle 8 di mattina, trovò in pieno centro in piazza Cesare Battisti, tra le giostre dei bambini, un clochard quarantenne morto di freddo e di solitudine. Di lui si seppe solo che proveniva dall'Est Europa - per la precisione era romeno - e che più volte aveva rifiutato l'assistenza sanitaria e l'accoglienza in qualche centro. Solo un mese dopo, a febbraio, la triste storia si riscrisse e questa volta la vittima - un cittadino polacco - venne ritrovata in via Putignani coperta dai cartoni, il suo unico riparo contro il gelo delle notti e dell'anima. Anch'egli, da tempo sofferente, aveva declinato l'offerta di un aiuto concreto sia delle associazioni, sia delle istituzioni.

Amarezza, senso di abbandono e di sconforto, vergogna. Numerose sono le emozioni che albergano nei cuori dei senzatetto o altrimenti definiti clochard, esseri umani che trascinano coperte luride e la loro stessa esistenza ai margini delle città, in quelle periferie dove la ricerca di un posto, un angolo in cui rintanarsi per sopravvivere spesso si traduce in lotta contro chi è stato baciato dalla medesima sfortuna. Non tutti da loro distolgono lo sguardo infastiditi, molti si prodigano nell'offrire un pasto caldo o un semplice sorriso. Ma non è sempre facile. Spiega infatti Vito Piccinonna, responsabile del centro accoglienza "Don Diana" di Bari:

"Purtroppo in città ci sono persone che rifiutano ogni assistenza. Stiamo parlando di 7-8 uomini che preferiscono dormire in strada con tutti i rischi che questo comporta".

La possibilità di essere accolti in un centro implica il rispetto di alcune regole fondamentali e tal proposito continua Piccinonna:

"C'è chi pretende di portarsi in camera il cagnolino, chi arriva con tantissimi pacchi che non si sa neanche cosa ci sia dentro. La comunità è il luogo di tutti e certe cose non si possono permettere".

Nonostante le difficoltà, i volontari chiedono a gran voce di non lasciarsi vincere dall'indifferenza che forse uccide più del freddo e della fame. Per i senza fissa dimora che non accettano i regolamenti dei centri, coloro che fanno parte dell'associazione "Incontra" girano notte e giorno per le vie offrendo ai bisognosi aiuti materiali, ma non solo. Una parola di conforto, la gentilezza di una carezza. Nessuno si salva da solo.

Commenti

obiettore

Lun, 07/01/2019 - 22:20

I senza casa si trovano bene così. Non so cosa scatti nel cervello, ma è così da sempre.

obiettore

Lun, 07/01/2019 - 22:24

Finiranno anche questi commentati alla BBC come il romeno cacciato dalla Francia ed amato da quasi tutti i triestini ?