Blue whale, a Milano aumentano i casi. La Procura indaga sui "curatori" minorenni

A MIlano il numero di denunce su Blue whale è aumentato drasticamente nell'ultimo periodo. La Procura dei minori indaga su otto province

La Procura di Milano e la Procura per i minorenni stanno indagando su alcuni episodi di autolesionismo legati al rituale della Blue Whale.

A occuparsi della vicenda sono il dipartimento "fasce deboli" della Procura guidato dal pm Cristiana Roveda e il procuratore per i Minorenni Ciro Cascone. Tra i casi sui quali si sta cercando di fare luce ci sarebbero anche due suicidi e un tentato suicidio di alcuni allievi di una scuola superiore milanese. Al vaglio dei pm ci sarebbero poi, le posizioni di maggiorenni e minorenni che avrebbero diffuso la catena della morte.

Negli ultimi tempi, infatti, è aumentato il numero delle denunce in relazione a questo fenomeno. La Polizia Postale ha segnalato, soprattutto nei casi di autolesionismo, un possibile collegamento con il "gioco" dell'orrore. Ma non solo. La Procura dei Minori sta indagando anche su alcuni presunti curatori minorenni. Secondo quanto si apprende da alcune fonti giudiziarie i soggetti interrogati avrebbero negato le accuse, ma si continua a indagare. Sui presunti curatori maggiorenni, invece, il pool "fasce deboli" della Procura ipotizza il reato di istigazione al suicidio.

Tribunale e Procura dei Minori nei casi legati alla Blue Whale inviano i servizi sociali a verificare se le famiglie dei ragazzini coinvolti siano in grado di sostenerli o se abbiano bisogno di aiuto. I casi di cui si occupa la Procura dei Minori di Milano sono diversi e disseminati nelle 8 province comprese nel distretto giudiziario milanese.

Dalla Procura dei Minori, poi, fanno sapere che il rischio emulazione esiste ma che, d'altra parte, occorre parlarne per allertare le famiglie di fronte a comportamenti sospetti dei ragazzi.