La cattedrale sembra una moschea

Nella folle Hammamet padana manca solo un'oasi

C'è il pino marittimo, c'è l'abete montano e c'è la palma di pianura padana, anzi la palma di piazza del Duomo a Milano, una specie autoctona. Alla definizione di palma sui dizionari leggiamo: «Le palme sono una famiglia di piante monocotiledoni appartenenti all'ordine Arecales. Tale famiglia comprende oltre 200 generi con circa 2.800 specie, diffuse per la maggior parte nei climi tropicale e subtropicale». È ben noto che Milano è una tipica città subtropicale, con il clima di Palermo e di Tunisi, e che quindi le piante più adatte, e nel rispetto della tradizione locale, per la piazza del Duomo, sono le palme, alte, slanciate, diremmo gotiche, in armonia con il Duomo stesso.

Le palme da giardino sono molto ricercate e ambite, sia per la loro bellezza, sia per la loro storia. Della famiglia delle Aracaceae, sono state individuate dagli studiosi come le piante più antiche del pianeta. Con le felci, hanno popolato la Terra sin dall'epoca del Giurassico, ovvero circa 130 milioni di anni fa. Caratteristiche delle aree più calde del mediterraneo africano, così come del Sud America e alcune zone del continente Asiatico, le palme sono simbolo di maternità, di fecondità e, non da ultimo, di protezione. Ma non si deve dimenticare che, nell'era imperiale dell'Antica Roma, le palme erano il simbolo della gloria militare e dello stesso potere imperiale. Le palme da giardino vennero classificate, per la prima volta, da Carlo Linneo che le chiamò, non a caso, «Principi delle Piante». A importarle in tutta Europa, facendole diventare un vero e proprio must dei giardini mediterranei e continentali, è stato il principe russo Pietro Troubetzkoy che, nel 1870, creò la prima piantagione di palme europea nella sua villa sul lago Maggiore, punto di riferimento per gli appassionati del genere. Ora gli appassionati di palme potranno andare in piazza del Duomo a Milano, credendosi anche loro principi in un meraviglioso giardino. Peccato che i giardini nelle città, come scrive Francesco Lamendola, abbiano senso in rapporto con i luoghi, con la loro storia e con il loro destino, e maggiore sarà il contrasto all'inquinamento specialmente se le amministrazioni comunali e gli urbanisti avranno la sensibilità e le conoscenze per impiantare quelle specie arboree, a cominciare dal platano, dal frassino e dal bagolaro, che maggiormente si prestano ad «assorbire» le sostanze di scarico rilasciate dai motori a scoppio - il monossido di carbonio, il biossido di zolfo, il mercurio, il piombo, l'arsenico, il cadmio, eccetera - tutte velenose e più o meno gravemente cancerogene. A Milano, invece, le palme, per allevare il punteruolo rosso.

La cultura del verde urbano, dunque, è segno di maturità, di civiltà, di responsabilità; e la si misura non solo da quanto verde pubblico esiste, ma anche da come è tenuto, e non solo a livello di pulizia, ma anche, per esempio, dal modo in cui vengono eseguite le potature sugli alberi dei viali e dei giardini, o da come viene gestita la coabitazione degli umani con i piccoli animali che dimorano nei giardini e fra gli alberi. Nei giardini della Hofburg, a Vienna - per esempio - è possibile vedere gli scoiattoli saltellare sui rami dei grandi alberi e perfino a terra, senza troppa paura della presenza umana: pare quasi che sia possibile vederseli saltare in mano, se la si allunga verso di essi. Questo tipo di rapporto fra l'uomo e l'animale, in un contesto urbano, non s'improvvisa nello spazio di un mattino: è il risultato di una coesistenza secolare, di una civiltà matura e consapevole, di un rispetto verso la natura che si realizza nell'arco di numerose generazioni, con pazienza, con tenacia, con particolari accorgimenti educativi e didattici: perché tali cose possono, o no, far parte della cultura complessiva di un popolo, ma è certo che, se nessun adulto le insegna ai bambini, specialmente con l'esempio concreto, finiranno per scomparire. Da oggi però potranno pensare di essere al mare, trovare oasi e piscine e sguazzare nella nuova Hammamet padana, anche con la nebbia. Gli altri a Milano Marittima, temporaneamente trasferita tra piazza Duomo e San Babila. Palme per tutti!

Commenti

manfredog

Gio, 16/02/2017 - 14:53

..mah, più che una moschea, direi che sembra un 'mina-retro'..!! mg.

Una-mattina-mi-...

Gio, 16/02/2017 - 15:09

FATTO CHE DIMOSTRA CHE ALL'IDIOZIA ITALICA NON C'E' LIMITE

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giovinap

Gio, 16/02/2017 - 15:17

il duomo ti sembra una moschea ? per che i milanesi(di oggi compreso quelli che parlano la lingua quasi italiana)ti sembrano italiani ?

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mariosirio

Gio, 16/02/2017 - 15:23

Non ho capito, le banane padane sono educative?

lento

Gio, 16/02/2017 - 15:23

Erano meglio piante di melo e di pero Al meno si potevano raccogliere i frutti ! Tanta fatica per niente ....

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mina2612

Gio, 16/02/2017 - 15:43

MA E' UNA VERGOGNA!!! ...e Sala accetta questo sfascio e poi.. poi deciderà il da farsi, se lasciarle o toglierle! L'altra cosa evidente è che, dopo aver venduto una buona parte di Milano agli arabi, ora vien loro regalata la Piazza del Dòm, il simbolo della città.

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bandog

Gio, 16/02/2017 - 16:30

La cattedrale sembra una moschea,tranquilli tra un po' ,anche allah arriverà al bar starbucks :-(

stevenson46

Gio, 16/02/2017 - 16:35

Le palme in oggetto appartengono a una specie originaria della California e dell'Arizona e sono chiamate comunemente palme americane o washingtonie. Africa, moschee, cammelli e arabi non centrano nulla. Fatevi un giro per Milano e dintorni e vedrete che tali piante esotiche e decorative sono molto diffuse nei giardini "padani".

orso bruno

Gio, 16/02/2017 - 17:01

Milanesi geniali, avete votato Sala ? Adesso godetevelo !

fer 44

Gio, 16/02/2017 - 17:09

Io nel mio giardino ne ho più di 1.000! Fa parte del parco di una villa padronale, di circa 20.000 mq.,in riva al lago di Varese, e nel complesso ci saranno almeno 7-8.000 palme!

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GiovanniBagheria

Gio, 16/02/2017 - 17:12

Se avessero aggiunto piante di Olivo, melograno e arance per lo meno sarebbero rimasti nel solco del giardino della tradizione cristiana. Senza le banane. Così sembra una spianata della moschea, col duomo come edificio islamico... Che schifo!!! Anche la Soprantindenza prona al politicamente corretto?

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malatesta

Gio, 16/02/2017 - 17:13

Follia pura..

Ritratto di GiovanniBagheria

GiovanniBagheria

Gio, 16/02/2017 - 17:13

ARRIDATECI PIAZZA DUOMO!!!

Zizzigo

Gio, 16/02/2017 - 17:19

Varietà di palma terribilmente infestante. Sul lago Maggiore è talmente comune che, nei giardini, vengono estirpate le piantine spontanee. Lo stesso anche a Lugano. A Milano ha infestato anche la testa di qualcuno.

Holmert

Gio, 16/02/2017 - 17:29

Chissà cosa avrà da dire Sgarbi? Per realizzare ed approvare un obbrobrio del genere chissà quante mazzette sono volate nelle tasche giuste. Quello non è un "arredo urbano", ma uno scandalo a vista.

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adl

Gio, 16/02/2017 - 17:30

Di sicuro mi sbaglio, ma potrebbe essere che le palme in piazza duomo siano da interpretare come un omaggio nel centenario di Fatima, alla Signora di Nazaret che tutta d'oro e piccinina domina Milano ???? Vedi mai che gli islamofili gendergofili cristianofobi questa volta ne hanno ingarrata una a loro insaputa ?????!!!!!!

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Loudness

Gio, 16/02/2017 - 17:41

Prove tecniche d'islamizzazione...

cicocichetti

Gio, 16/02/2017 - 20:20

mettetevi l'animo in pace. Le palme in quella piazza c'erano anche 100 anni fa

Un Lettore

Ven, 17/02/2017 - 03:16

@cicocichetti Se le hanno tolte ci sarà stato un motivo!

pierluigi.pasetto

Ven, 17/02/2017 - 08:35

E perchè no quelle con le banane? Simbolo ideale per la nostra Repubblica. Non sarebbe stato meglio prima fare un po'di indagine popolare per sapere se c'era un minimo di consenso?

chebarba

Ven, 17/02/2017 - 08:44

bè ora rasentate la mania di persecuzione ... anche a merano, trento, roma e in altre città ci sono le palme tutte per sottolineare la mitizza del clima

Happy1937

Ven, 17/02/2017 - 08:48

Costosa buffonata! Probabilmente esprime l'intento di Sala di trasformare Milano in una città a maggioranza islamica e africana.

gianni.g699

Ven, 17/02/2017 - 09:22

A quando i cammelli e il mercato delle schiave ??? ...

adalberto falletta

Ven, 17/02/2017 - 11:10

Sulle palme in piazza Duomo Sala si dice perplesso. Qualcuno deve aver tenuto nascosto al sindaco di Milano una decisione firmata dal sindaco di Milano. Ma si sa, se oggi non fai qualcosa a tua insaputa non sei nessuno.