La Cia a Roma: "Riunione di routine" ma l'obiettivo è Mifsud

Gina Haspel ha incontrato ieri nella sede unitaria dell'intelligence a piazza Dante, a Roma, i direttori di Dis, Aisi e Aise

La Cia "approda" a Roma, e il dubbio è che la vicenda Spygate-Joseph Mifsud c'entri eccome. Prima la doppia visita nella Capitale del ministro della giustizia William Barr e del Procuratore John Durham, il 15 agosto e il 27 settembre. Poi i quattro giorni nel nostro Paese del Segretario di Stato americano Mike Pompeo, e ora anche Gina Haspel, direttrice della Central Intelligence Agency (Cia). I palazzi romani sembrano essere un via vai di funzionari dell'amministrazione americana, a dimostrazione che l'asse Washington-Roma è rovente. Come confermano le agenzie, Gina Haspel ha incontrato ieri nella sede unitaria dell'intelligence di Roma i direttori di Dis, Aisi e Aise, Gennaro Vecchione, Mario Parente e Luciano Carta. Gli stessi presenti all'incontro con Barr e Durham del 27 settembre. La visita, definita di "cortesia" era stata fissata da settimane e rientra in una serie di "primi" incontri che la Haspel, sta avendo con i Paesi alleati.

Nel corso della riunione con il capo della Cia di ieri, programmata oltre due mesi e mezzo fa, fa sapere l'AdnKronos, "non si è toccato il tema del Russiagate ma altre questioni programmate da tempo", fanno sapere fonti bene informate, compresa la prossima e imminente visita negli Stati Uniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sarà anche stata una visita "programmata da tempo" come spiegano le fonti ufficiali, ma è davvero una causalità che la Haspel in persona fosse presente ieri a Roma proprio quando il nostro Paese si trova invischiato in un terremoto politico dai possibili risvolti internazionali e potenzialmente coinvolto nelle indagini sulle origini del Russiagate? A poco meno di due settimane dalla visita del ministro della Giustizia Barr, peraltro, che ha incontrato i vertici dei nostri servizi segreti su autorizzazione - così pare - del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte? Tutto questo accadeva, peraltro, mentre il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, a pochissimi chilometri di distanza, incontrava il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Come nota Federico Punzi su Atlantico Quotidiano, non si ha notizia di tutti gli spostamenti romani del capo della Cia, ma per intendersi, un anno fa la Haspel andò in Turchia per il caso Khashoggi e lo scorso aprile in Afghanistan mentre l’amministrazione Trump era impegnata nei negoziati con i Talebani. Non è una che si sposta da Washington Dc per semplici riunioni di routine o senza un motivo preciso. Inoltre, sottolinea Punzi, come riportava il 14 maggio scorso la corrispondente della Cnn al Dipartimento di Giustizia, Laura Jarrett, William Barr "sta lavorando a stretto contatto", nelle indagini sulle origini del Russiagate e la sorveglianza della Campagna Trump nel 2016, proprio con il direttore della Cia Gina Haspel, oltre che con il direttore della National Intelligence Dan Coats (rimosso a luglio dal presidente Trump) e con il direttore dell’FBI Christopher Wray. A dimostrazione che sullo Spygate stanno lavorando pià agenzie governative Usa, Cia compresa.

"È probabile che gli americani abbiano dato all'Italia un ultimatum" ci spiega l'esperto di intelligence Chris Blackburn. "Se Mifsud faceva parte di qualche complotto, gli italiani devono delle spiegazioni a Washington. Se si tratta invece di una spia russa che lavorava in una scuola che formava agenti dell'Fbi, il governo italiano è comunque nei guai". Sono interrogativi, sottolinea l'esperto, "a cui l'Italia dovrà rispondere in ogni caso".

Nei due incontri del 15 agosto e del 27 settembre a Roma William Barr e John Durahm, come ricostruito da Repubblica, spiegano a Vecchione due cose. La prima: vogliono che l’intelligence italiana gli dica dove si nasconde il professor Mifsud. La seconda: vogliono conferma a quelle che loro dicono essere “le prove” della mano italiana nel “complotto” contro Trump. Un funzionario dell’ambasciata americana a Roma ha confermato al Daily Beast che quella di Barr è stata una visita inaspettata e che gli americani erano particolarmente interessati da ciò che i servizi segreti italiani sapevano sul conto di Joseph Mifsud, il misterioso docente maltese al centro del Russiagate americano, colui che per primo – secondo l’inchiesta del procuratore Mueller – avrebbe rivelato a George Papadopoulos l’esistenza delle mail compromettenti su Hillary Clinton. Barr e Durham hanno tra le mani la deposizione del docente maltese scomparso nel nulla da diversi mesi, dove quest’ultimo farebbe alcune rivelazioni clamorose. Ed è proprio sulla base di questa deposizione che William Barr e John Durham hanno chiesto un riscontro alla nostra intelligence.

Peraltro, gli 007 americani sanno benissimo il professore scomparso nel nulla era in Italia fino alla primavera scorsa. L’avvocato svizzero di Mifsud, Stephan Roh, ha dichiarato all’Epoch Times che il suo cliente ha vissuto fino a poco tempo fa in Italia, ma che il docente ha deciso di nascondersi di nuovo dopo la pubblicazione del rapporto finale sul Russiagate del consigliere speciale Mueller (dunque il 18 aprile 2019). Dove si trova ora? Chi lo protegge? Washington attende delle risposte.