Festival della lingua italiana: premiati "webete" di Mentana e "petaloso"

Dalla loro invenzione i due termine sono stati immediatamente apprezzati dagli utenti online

"Webete" di Enrico Mentana e "Petaloso" di Matteo T. saranno premiati al primo Festival dell'italiano e delle lingue d'Italia "Parole in cammino" che si terrà a Siena da venerdì 7 a domenica 9 aprile, grazie all'associazione "La Parola che non muore".

Secondo quanto riporta l'Adnkronos, durante la tre giorni di incontri, pensati da Massimo Arcangeli in un progetto promosso dalla locale Università per Stranieri per il centenario della Scuola di lingua italiana per stranieri, il direttore del tg de La7 e Matteo T. saranno premiati per i termini inventati.

Enrico Mentana ha coniato la parola "webete" per indicare gli ebeti del web. Il termine era già stato molto apprezzato dagli utenti che numerosi avevano fatto i propri complimenti al giornalista. Matteo invece è il bambino di nove che ha coniato il termine "petaloso", per indicare un fiore ricco di petali. La maestra Margherita Aurora aveva talmente apprezzato la fantasia dello studente da inviare una lettera all'Accademia della Crusca che, nel rispondere, ha approvato la parola "petaloso".

Commenti

manfredog

Mer, 05/04/2017 - 23:49

..e 'presidenta' dove la mettete..eh..!? Pfui.. i soliti raccomandati..!! mg.

routier

Gio, 06/04/2017 - 09:13

Quando una societa' entra in una crisi irreversibile, il primo a imputridire e' il linguaggio!

mainardi2000@gm...

Gio, 06/04/2017 - 22:09

mainardigiacomo Era ineluttabile: un paese che ha rinunciato alla propria identità inizia anche ad imbastardirsi nel linguaggio.

carlottacharlie

Ven, 07/04/2017 - 02:31

A me, petaloso, non piace; al mio orecchio suona stonato e ricorda suoni corporei.

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Dom, 09/04/2017 - 11:09

Journal of the North-China Branch of the Royal Asiatic Society - anno 1879. Appare la parola "petaloso". Ennesima buffonata.

Ritratto di Beppe58

Beppe58

Dom, 09/04/2017 - 14:37

No. No. Petaloso non è brutto. E' orrendo. Se si trattava di un gioco, passi. Ma il riconoscimento pubblico da parte dell'Accademia della Crusca mi pare un'esagerazione. Nessuno lo usa e nessuno, tranne i giornalisti, userà mai l'altrettanto improponibile neologismo di Mentana. Non serve a nulla coniare per il gusto di farlo. La lingua italiana è bellissima e ricchissima di parole che molti dimenticano e pochi conoscono. Una volta c'era più stile, attenzione e cura, anche nella scelta dei lemmi. Oggi trionfa il brutto, il minimalismo, la sciatteria e la nostra lingua, usata male, non ne è immune. Dov'è l'eleganza della parola nostalgia, neologismo coniato nel 1688? Dov'è la ricerca del bello?