Genitori non possono pagare la mensa: tonno e cracker alla bimba

È successo a Minerbe. Quando si è vista servire un pasto diverso dai compagni la bambina si è messa a piangere

I genitori non possono pagare i buoni pasto e alla piccola viene data, a mensa, una scatoletta di tonno e un pacchetto di cracker.

La protagonista inconsapevole è una bambina della scuola elementara “Giacomo Zanella” di Minerbe, in provincia di Verona, che durante la pausa pranzo si è vista servire, a differenza dei suoi compagni, un “pasto” completamente differente. La causa sarebbe l'impossibilità, da parte dei genitori, di pagare i buoni pasto; così, dopo i solleciti al pagamento verso la famiglia, i genitori, di origine straniere, avrebbero concordato, con il personale della mensa e il Comune, i “pasti” da dare alla piccola. I fatti sono stati denunciati dalla segreteria provinciale del Partito democratico che parla di “scelta discriminatoria” dell'amministrazione comunale guidata dalla Lega. Per vicesindaco con delega alle Politiche familiari, si tratta di un caso limite imposto dalla "correttezza" verso quelle famiglie che pagano la mensa.

Non si tratta del primo caso; altri episodi si erano verificati alla fine dell’anno scorso ma le insegnanti avevano rinunciato al proprio pasto per darlo agli alunni.

Commenti
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bandog

Lun, 08/04/2019 - 13:58

ccià raggionne cciàà la segreteria provinciale dei pdioti e per dimostrare che sono superiori si accolleranno totalmente la spesa annuale della scolara!ACCHHH SOOOO!!!

venco

Lun, 08/04/2019 - 14:07

Tonno e crecher un ottimo alimento, e la bambina pianga con i suoi genitori

Emmenemmes

Lun, 08/04/2019 - 18:26

Sinceramente mi dispiace del tono dei commenti di bandog e venco. Non ritengo giusto fare i furbetti e non pagare la mensa scolastica (ipotizzo siano furbetti dato che normalmente viene prevista una riduzione o un'esenzione in base al reddito), ma non per questo i bambini devono essere umiliati per le colpe dei genitori. Ci sono tantissimi altri modi oltre ai solleciti per imporre il pagamento ai genitori inadempienti, senza dover per forza discriminare e umiliare i bambini. Trovo il gesto meschino, inopportuno e ingiustificato.